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Gioco in Piemonte, Favaro (Comune Torino): 'Nuovo Parlamento sintetizzi le esperienze locali'

10 ottobre 2022 - 11:17

Seconda puntata dello speciale di Gioco News dedicato all'autunno caldo del gioco in Piemonte, l'intervista con la vice sindaca di Torino Michela Favaro.

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Abbiamo portato in Regione Piemonte 12.000 firme di cittadine e cittadine e 21 delibere di consigli comunali di diversi colori politici per chiedere la discussione di una nuova legge sulla prevenzione e contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico in Piemonte. Con questa proposta  intendiamo tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione. I limiti alla collocazione (il cosiddetto "distanziometro") e agli orari degli esercizi che ospitano apparecchiature da gioco sono misure che, insieme a informazione e sensibilizzazione,  rispondono alla volontà di prevenire la ludopatia allontanando le occasioni, in particolare per i più giovani, di entrare in contatto con il gioco d’azzardo”.

Queste le parole con cui la vice sindaca di Torino, Michela Favaro, apre la seconda puntata dello speciale di Gioco News dedicato alla “nuova stagione” del gioco in Piemonte, pubblicato  nella sua interezza nel numero di settembre della rivista cartacea (consultabile online a questo link),

 

Uno speciale che muove dal dibattito che impegnerà nelle prossime settimane il consiglio regionale piemontese per il previsto ritocco della legge vigente dal 2021 – fortemente voluta dalla maggioranza di centrodestra guidata dal governatore Alberto Cirio – e  l'esame della proposta di legge popolare per il contrasto del Gap che si  propone di "prevenire e contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo attraverso azioni di informazione e sensibilizzazione, contenere l’impatto negativo di quest’ultimo sul territorio, disincentivare l’accesso al gioco, vietando la collocazione di apparecchiature da gioco nei pressi di luoghi sensibili e stabilendo limiti temporali e divieti in materia di pubblicità".

 

Ma ecco, ancora, il punto di vista di Favaro.

“Sappiamo bene che, per le persone affette da ludopatia, la semplice distanza da una slot machine non è un deterrente sufficiente. Tuttavia gli effetti positivi delle limitazioni, già presenti nella precedente legge regionale voluta dalla Giunta di centrosinistra e poi abrogata dalla attuale giunta di destra, erano evidenti anche nei confronti dei giocatori. I dati forniti da Ires Piemonte sul gioco d’azzardo nel 2019 segnalavano un crollo dell’11 percento del volume di giocate e del 16,5 percento del volume delle perdite contro una media nazionale rispettivamente dello 0,3 percento e dello 0,9 percento.  Inoltre, dal 2017 in poi, si registrava un calo costante dei casi di presa in carico nei SerD.  Aggiungo che anche sul profilo occupazionale non si sono mai registrate perdite di posti di lavoro disallineate rispetto all’andamento generale del mercato del lavoro piemontese. L’attuale legge regionale sembra quindi preoccuparsi più di avvantaggiare un certo comparto produttivo che tutelare i singoli lavoratori”. 

 

Favaro quindi commenta gli esiti degli studi della Società italiana di psichiatria secondo cui distanziometro e limiti orari non risolvono, ma anzi esacerbano, le problematiche dei giocatori patologici. “I dati di questa ricerca si basano su un questionario diffuso nelle sale da gioco e rivolto a un campione di giocatori patologici e non. Non credo che si possano paragonare dei dati economici oggettivi con le percezioni dei giocatori. I primi ci servono a valutare l’impatto di una politica, e nel nostro caso erano molto positivi. I secondi, anch’essi autorevoli, sono indispensabili per studiare il fenomeno e definire i metodi clinici più efficaci per curarne le patologie”.

 

Quanto alla stretta attualità e alla possibilità che il nuovo Parlamento e il futuro Governo tornino ad occuparsi della riforma nazionale del gioco pubblico, superando la contrapposizione fra Enti locali e le attività di gioco attraverso una normativa omogenea e che contemperi le esigenze di tutela della salute ma anche dei posti di lavoro del settore, la vice sindaca di Torino esprime una posizione netta. “La nostra proposta di legge considera le eventuali ricadute occupazionali e prevede l’attivazione di tutte le politiche attive del lavoro utili alla ricollocazione o riqualificazione dei lavoratori coinvolti. Non solo, prevede anche l’istituzione di un monitoraggio semestrale con le parti sociali per agire proattivamente sulle singole situazioni.  Credo che il nuovo Parlamento potrà fare sintesi tra le varie esperienze virtuose maturate a livello regionale, penso ad esempio all’Emilia Romagna. In Italia, sono adottate misure comuni a molte Regioni, pur di diverso colore politico, che potrebbero estendersi all’intero territorio nazionale. Pensiamo alla distanza dai luoghi sensibili fissata a 500 metri in Emilia e Lombardia e ridotta a 400 o 300 metri in Piemonte. Sarebbe importante istituire un osservatorio nazionale sul fenomeno,  uniformare gli incentivi per quegli esercizi che sceglieranno di non installare apparecchi da gioco, diffondere un unico marchio 'no slot' che qualifichi le attività commerciali, dare più forza e incisività alle campagne di comunicazione per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico”. 

 

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