Manovra 2026, Anci: ‘Rilancio economia piccoli comuni, no agevolazioni per il gioco’
Dopo le audizioni della scorsa settimana sul tema della legge di Bilancio 2026 l’Anci presenta una serie di proposte emendative mirate principalmente a rafforzare il ruolo dei comuni e a sostenere lo sviluppo locale.
Tra le misure più significative figura la riscrittura dell’articolo 30-ter del decreto-legge 34/2019 – noto come decreto Crescita –, con l’obiettivo di rilanciare le attività economiche nei piccoli centri urbani, escludendo tuttavia le imprese che hanno a che fare con il gioco pubblico.
La proposta dell’Associazione nazionale comuni italiani, infatti, prevede l’introduzione di un nuovo articolo dedicato alle agevolazioni per la promozione dell’economia locale, attraverso la riapertura e l’ampliamento di esercizi commerciali, artigianali e di servizi nei comuni con popolazione inferiore ai 20mila abitanti.
Nel dettaglio questa proposta emendativa istituisce un fondo presso il ministero dell’Interno, con una dotazione progressiva che, a partire dal 2023, ammonta a 20 milioni di euro annui. Le agevolazioni sono destinate a chi investe nel rinnovo, ammodernamento o riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi, operanti in settori come artigianato, turismo, tutela ambientale, beni culturali, tempo libero e commercio al dettaglio, inclusa la somministrazione di alimenti e bevande.
Tuttavia restano escluse dal beneficio le attività di compro oro e le sale scommesse o locali con apparecchi da intrattenimento, in linea con l’obiettivo di promuovere un’economia locale sostenibile e responsabile.
Nella motivazione allegata l’Anci non dà ulteriori elementi, evidenziando soltando come l’attuale formulazione dell’articolo 30-ter si sia rivelata di difficile applicazione, sia per i comuni, chiamati a gestire procedure complesse, sia per i potenziali beneficiari, scoraggiati da contributi poco incentivanti. Le risorse del fondo, inoltre, sono state ridotte con la legge di Bilancio 2024, compromettendo ulteriormente l’efficacia della misura.
"La norma, così com’è, ha vanificato le sue potenzialità" si legge nel documento "mentre le esigenze di sostegno all’economia locale restano immutate. Serve una revisione che renda il contributo effettivamente appetibile e che contrasti la desertificazione commerciale nei piccoli centri".