Manovra 2026: la Camera approva la fiducia, testo pronto a diventare legge

Dopo le dichiarazioni di voto sulla fiducia e la chiama, nella prima serata di ieri, l'Aula impegnata in una seduta notturna che fa da viatico al voto finale, atteso per stamani. Respinti gli Odg sul gioco tranne due, accolti con riformulazione.
Scritto da Daniele Duso

Aula della Camera, foto tratta dal sito Conoscere.Camera.it

Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026 da parte del Parlamento, prevista nella mattinata di oggi, 30 dicembre, si chiude un iter parlamentare segnato da tensioni politiche, tempi serrati e un acceso confronto tra maggioranza e opposizioni.

Nel passaggio alla Camera il governo ha blindato il testo ricorrendo alla questione di fiducia, impedendo modifiche attraverso emendamenti. Tuttavia, le opposizioni hanno fatto sentire la propria voce attraverso la presentazione di ben 239 ordini del giorno, che, pur non modificando il testo della legge, rappresentano un tentativo di orientare l’azione futura dell’esecutivo.

L'Aula si è riunita nella serata di ieri, 29 dicembre, prima delle 19, per le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal governo, con la chiama per appello nominale che è andata in scena poco dopo le 20. Il voto di fiducia ha visto 219 favorevoli, mentre i contrari sono stati 125.

Dalle 22, in una seduta fiume durata fin oltre le 4.30 di stamani, ha preso il via l'esame degli ordini del giorno presentati che, come è noto, sono solo delle raccomandazioni al governo, delle richieste che i partiti fanno, che il governo può accogliere, ma che se poi non vengono messe in pratica, non fa nulla.

Fa comunque notizia che due di questi ordini del giorno, entrambi del M5S, siano stati accolti dal governo seppur con riformulazione. Si tratta dell'Odg 9/2750/85 – D’Orso, e dell'analogo 9/2750/88 – Cafiero De Raho, che mirano a colpire le attività malavitose attive anche nel settore dei giochi e delle scommesse.

No invece ad altri due Odg di Quartini (M5S), che puntava a un incremento del prelievo erariale unico su Awp e Vlt oltre che a una nuova stretta sulla pubblicità del gioco, e Merola (Pd) che voleva rideterminare le aliquote del Preu sugli apparecchi Awp e Vlt, assicurando che le maggiori entrate derivanti venissero integralmente destinate al finanziamento delle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione dal gioco d’azzardo patologico.

Per il momento resta l'attesa per conoscere la sorte di alcune altre misure su gioco e ippica presentate con altri ordini del giorno, come i fondi destinati per l'ippodromo della Capannelle.

L'Assemblea della Camera riprende la sua attività stamani alle ore 11, per il rush finale che porterà all'approvazione della Legge di Bilancio, che dovrebbe arrivare entro le 13.

Il provvedimento, così come andrà a votazione, prevede, per l’anno 2026, l’assegnazione una tantum alle Regioni di 80 milioni di euro derivanti dal gettito erariale degli apparecchi e introduce, inoltre, una nuova versione del gioco Win for Life, denominata Win for Italia Team, i cui proventi saranno parzialmente destinati al finanziamento dei progetti olimpici dell’Italia Team, attraverso il Comitato Olimpico Nazionale Italiano. 

I TESTI DEI DUE ORDINI DEL GIORNO M5S ACCOLTI – I testi dei due Odg del Movimento 5 Stelle accolti con parere favorevole dal governo hanno avuto entrambi una riformulazione, chiesta dalla sottosegretaria Sandra Savino, accolta dai proponenti. Il primo Odg ha ricevuto quindi parere favorevole con la riformulazione che premette le parole “a valutare l’opportunità di adottare iniziative volte a supportare ulteriormente gli obiettivi già perseguiti attraverso strumenti organizzativi quali, ad esempio, il protocollo ‘Liberi di scegliere’ del marzo 2024”, per è stato integrato con riformulazione che premette le parole “a valutare l’opportunità di” quello di De Raho:

La Camera,

   premesso che:

    le misure previste annualmente dal disegno di legge di bilancio rientrano tra le principali politiche pubbliche del Governo per conseguire gli obiettivi programmatici della finanza pubblica, in linea con il rispetto del livello stabilito della spesa netta e la realizzazione delle riforme e degli investimenti previsti nel Piano strutturale di bilancio;

    il provvedimento in esame istituisce un Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori;

    in particolare, si prevede a tal fine, una dotazione pari a 60 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, per il finanziamento di iniziative dei comuni volte al potenziamento dei centri estivi, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa;

    lo "Stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028", allegato al disegno di legge in esame prevede, nello specifico che "Al fine di assicurare l’evoluzione del sistema sicurezza, nell’ottica di un rafforzamento del rispetto della legalità, del contrasto della criminalità, della prevenzione delle minacce terroristiche e di un’efficace risposta alla domanda di sicurezza della collettività, verranno privilegiate le seguenti linee strategiche: (…) prevenzione e contrasto di ogni forma di criminalità organizzata mediante: il rafforzamento della collaborazione tra gli Stati contro il crimine transnazionale anche attraverso attività addestrative congiunte, mirando alla diffusione anche all’estero della strategia di aggressione ai beni mafiosi e alla criminalità organizzata nel settore dei giochi e delle scommesse, anche attraverso la predisposizione di mirati piani straordinari di controllo del territorio nelle aree a maggiore densità criminale»;

    sotto altro profilo, si istituisce nello stato di previsione del Ministero della giustizia un fondo di euro 500.000 annui a decorrere dall’anno 2026 (comma 841), volto ad incentivare le iniziative di contrasto alla criminalità organizzata, anche attraverso la realizzazione di attività divulgativa, formativa e di sensibilizzazione delle azioni comuni poste in essere dalle istituzioni per la prevenzione e la repressione dei connessi reati;

    tuttavia, il provvedimento difetta di specifiche risorse da destinare al finanziamento di interventi a sostegno dei minorenni e di eventuali loro prossimi congiunti che, nello specifico, si vogliono allontanare da contesti di criminalità organizzata;

    si consideri che a giugno scorso l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il disegno di legge «Liberi di scegliere», che recepisce il Protocollo ideato dal presidente del tribunale per i minori di Catania, Roberto Di Bella, applicato dapprima a contesti di ‘Ndrangheta in Calabria e poi in Sicilia per reinserire madri e minori lontano dagli ambienti mafiosi di provenienza;

    occorre intervenire a tutti i livelli, soprattutto a livello centrale, per garantire ai minori provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o vittime della violenza mafiosa e ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali di rescindere i contatti con gli ambienti di provenienza o appartenenza, per offrire loro una concreta alternativa di vita e prospettiva di riscatto;

    in numerosi provvedimenti lo scrivente Gruppo ha proposto l’adozione di emendamenti volti ad istituire presso il Ministero della giustizia un Fondo destinato al finanziamento di interventi a sostegno dei minorenni e di eventuali loro prossimi congiunti che si trovino in una condizione di grave, attuale e concreto pericolo a causa della volontà di recidere il legame derivante da rapporti di parentela, di affinità, di coniugio o di stabile convivenza con soggetti indagati, imputati o condannati per i reati di cui all’articolo 51, comma 3-bis;

    segnatamente, occorre destinare specifiche ed adeguate risorse volte al supporto pedagogico e psicologico diretto a conseguire una rivisitazione critica delle pregresse esperienze di vita, in modo da portare a compimento una piena cesura con modelli e stili di vita propri del contesto criminale di provenienza, oltre ad un servizio di orientamento volto a far emergere nel soggetto capacità, talenti, aspirazioni e progettualità alternative rispetto a quelle offerte dal contesto criminale di provenienza;

    inoltre, ove il minorenne sia destinatario della misura unitamente a un proprio congiunto maggiorenne e sia necessario l’allontanamento dall’abitazione abituale, sarebbe fondamentale garantire il sostegno economico per favorire una sistemazione abitativa autonoma alternativa, ove occorra anche in un comune diverso da quello di provenienza, e, in assenza di sostanze proprie e fintantoché non venga reperita un’occupazione, provvedere con assegno periodico a garantirne il sostentamento;

    appare indispensabile, pertanto, sulla falsariga dell’esperienza siciliana, garantire a livello nazionale l’adozione del protocollo ideato dal Procuratore di Catania, per dare un segnale concreto che nessuno ha un destino segnato per sempre e che dalla mafia si può uscire,

impegna il Governo

considerando la rilevanza e la diffusione su tutto il territorio nazionale di fenomeni di devianza minorile derivanti dall’appartenenza ad ambienti di criminalità organizzata, ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative, al fine di destinare, attraverso il primo provvedimento utile, specifiche risorse per l’adozione di strumenti volti a prevenire la devianza minorile, attivando misure di protezione e assistenza nei confronti di minorenni e di eventuali loro prossimi congiunti che si trovino in una condizione di pericolo a causa della volontà di recidere il legame derivante da rapporti di parentela, di affinità, di coniugio o di stabile convivenza con soggetti indagati per reati mafiosi, sulla scorta dell’esperienza dell’ARS Siciliana e del Tribunale di Catania.
9/2750/85 – D’Orso (M5S)

La Camera,

   premesso che:

    le misure previste annualmente dal disegno di legge di bilancio rientrano tra le principali politiche pubbliche del Governo per conseguire gli obiettivi programmatici della finanza pubblica, in linea con il rispetto del livello stabilito della spesa netta e la realizzazione delle riforme e degli investimenti previsti nel Piano strutturale di bilancio;

    lo «Stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028», allegata al disegno di legge in esame prevede, nello specifico che «Al fine di assicurare l’evoluzione del sistema sicurezza, nell’ottica di un rafforzamento del rispetto della legalità, del contrasto della criminalità, della prevenzione delle minacce terroristiche e di un’efficace risposta alla domanda di sicurezza della collettività, verranno privilegiate le seguenti linee strategiche: (…) prevenzione e contrasto di ogni forma di criminalità organizzata mediante: il rafforzamento della collaborazione tra gli Stati contro il crimine transnazionale anche attraverso attività addestrative congiunte, mirando alla diffusione anche all’estero della strategia di aggressione ai beni mafiosi e alla criminalità organizzata nel settore dei giochi e delle scommesse, anche attraverso la predisposizione di mirati piani straordinari di controllo del territorio nelle aree a maggiore densità criminale»;

    sotto altro profilo, si istituisce nello stato di previsione del Ministero della giustizia un fondo di euro 500.000 annui a decorrere dall’anno 2026, volto ad incentivare le iniziative di contrasto alla criminalità organizzata, anche attraverso la realizzazione di attività divulgativa, formativa e di sensibilizzazione delle azioni comuni poste in essere dalle istituzioni per la prevenzione e la repressione dei connessi reati;

    tuttavia, il provvedimento difetta di specifiche risorse da destinare alla corretta gestione dei beni confiscati alle mafie, nonostante notoriamente questi ultimi siano l’espressione di una forma di lotta alla criminalità organizzata tra le più efficaci e ricche di significato;

    invero, attraverso la confisca dei suddetti beni, le ricchezze accumulate illecitamente dai mafiosi, ad esempio investendo i soldi del traffico di droga, delle estorsioni, dell’usura, vengono espropriate per diventare proprietà dello Stato e quindi della collettività;

    preoccupa constatare che talvolta i costi legati alla gestione di taluni beni, specie immobili, ove necessitano di interventi di ristrutturazione, siano esorbitanti e ciò rappresenta un deterrente alla disponibilità all’assegnazione da parte dei comuni che non hanno le risorse per provvedere ad interventi di ristrutturazione e adeguamento ad una nuova destinazione degli immobili; senza contare le difficoltà, i boicottaggi e i danneggiamenti talvolta subiti da chi porta avanti progetti di recupero;

    ad oggi, in Italia, i beni confiscati sono oltre 23 mila, di cui 14 mila già destinati agli enti locali e pronti per essere riutilizzati dalla cittadinanza. La prima regione in Italia per presenza di beni confiscati destinati è la Sicilia, con oltre 6 mila immobili sottratti alla criminalità organizzata,

impegna il Governo

a finanziare, con le maggiori entrate derivanti dalle misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva, la spesa per il recupero dei beni confiscati alla mafia, ed in particolare, per gli interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e adeguamento da parte dei comuni, nonché iniziative volte a favorire l’autorecupero da parte dei terzi beneficiari degli immobili destinati a sopperire al disagio abitativo, redistribuendo le risorse finanziarie e patrimoniali utilizzate in modo illegale verso finalità sociali utili all’implementazione di servizi alla collettività.
9/2750/88 – Cafiero De Raho (M5S)