Regione Emilia Romagna: ‘Compartecipazione gettito gioco destinata al contrasto al Gap’

In risposta al question time di  Simona Larghetti (Avs) la Giunta dell'Emilia Romagna manifesta la propria opposizione alla revisione del distanziometro ma difende la compartecipazione al gettito del gioco.
Scritto da Redazione

La sottosegretaria alla Presidenza della Giunta, Manuela Rontini © Regione Emilia Romagna - Sito ufficiale

La Regione Emilia-Romagna ribadisce la propria intenzione di destinare integralmente le risorse provenienti dall’eventuale compartecipazione alla prevenzione e alla cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico.”

Lo sottolinea la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta, Manuela Rontini, in risposta al question time posto in Assemblea dalla consigliera regionale dell'Emilia Romagna Simona Larghetti (Avs).

Con tale interrogazione a risposta immediata Larghetti ha chiesto alla Regione di chiarire la propria posizione in merito alla proposta di compartecipazione, senza vincoli di destinazione, al gettito d’imposta sul gioco d’azzardo, e anche se abbia o meno intenzione di azzerare le norme regionali di regolamentazione del gioco.

La consigliera regionale di Avs evidenzia: “Nel gennaio 2024 la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato e condiviso la proposta di compartecipazione regionale all’imposta sugli apparecchi e congegni di gioco, con “lo scopo di stabilizzare e rendere più congrue le risorse impiegabili in materia di contrasto alla ludopatia, o in altri ambiti di natura sanitaria e sociale, senza tuttavia configurare un formale vincolo di destinazione, vietato dall’articolo 119 della Costituzione”. Come evidenziato dalle associazioni promotrici della campagna “Mettiamoci in gioco” – sottolinea Larghetti – la compartecipazione al gettito determinerebbe sia una pericolosa distorsione nelle politiche di prevenzione e contrasto, poiché le entrate derivanti dal gioco d’azzardo diventerebbero una fonte di finanziamento diretta dei bilanci regionali, sia una contraddizione strutturale, poiché ridurre l’azzardo sui territori significherebbe ridurre le entrate regionali, rendendo di fatto incompatibili le politiche di tutela della salute e di contrasto alle dipendenze con gli interessi di bilancio”.

Larghetti ricorda che in tema di riordino del gioco fisico si è ipotizzato, inoltre, di azzerare tutte le leggi regionali di regolamentazione del gioco d’azzardo, colpendo in particolare il distanziometro e le limitazioni degli orari di apertura degli esercizi che offrono gioco d’azzardo.

“L’eventuale azzeramento delle leggi regionali, unitamente alla compartecipazione al gettito senza vincolo di destinazione, annullerebbe anni di impegno delle istituzioni regionali nella riduzione dei rischi del gioco d’azzardo”, evidenzia l’esponente di Avs. Da qui l’interrogazione per chiedere all’Esecutivo regionale che posizione abbia sulla proposta di compartecipazione, senza vincoli di destinazione, al gettito dell’imposta sul gioco d’azzardo e se ci sia l’intenzione di azzerare le norme regionali di regolamentazione del gioco d’azzardo.

La sottosegretaria alla Presidenza della Giunta Manuela Rontini spiega: “Tale istanza non rappresenta un’anomalia, ma è una coerente richiesta circa la possibilità di poter contare su una compartecipazione dinamica anziché su trasferimenti discrezionali da parte dello Stato centrale. La possibilità di poter ricevere tale entrata senza vincolo di destinazione, rappresenta anch’essa, in linea generale, un’istanza coerente con l’autonomia di un ente territoriale. Tuttavia, la Regione Emilia-Romagna ribadisce la propria intenzione di destinare integralmente le risorse provenienti dall’eventuale compartecipazione alla prevenzione e alla cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico”.

Mentre sulla seconda questione la sottosegretaria afferma: “Preoccupa la proposta presentata a fine ottobre dal ministero dell’Economia di revisione del cosiddetto distanziometro, ovvero della possibilità di imporre limitazioni agli orari di apertura e distanze minime rispetto a quelli che sono i luoghi considerati sensibili. Tale orientamento vede decisamente contraria la giunta regionale, che utilizzerà tutte le sedi opportune per difendere le scelte assunte con la nostra legge regionale pienamente attiva”.

Nella replica la consigliera Larghetti conclude: “Mi preoccupa il fatto che molti territori si stiano esprimendo negativamente, anche con ordini del giorno volti a sensibilizzare la Giunta regionale sul tema della compartecipazione al gettito mentre sono molto soddisfatta per la posizione sulla difesa della legge 5 del 2013. Ci auguriamo che in ogni sede si possa portare avanti quella che è una buona norma”.