Sì della Conferenza Stato Regioni a nuovi livelli essenziali d’assistenza, aggiornato Dpcm del 2017
A 8 anni di distanza dall'ultimo aggiornamento – che con il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio del 2017 si è occupato anche dell'assistenza sociosanitaria alle persone con dipendenze patologiche, gioco compreso – la Conferenza Stato-Regioni ha approvato i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le cure, prestazioni e servizi che lo Stato garantisce a tutti i cittadini gratuitamente o pagando un ticket.
L’obiettivo dell’intervento, si legge in un comunicato della Conferenza Stato-Regioni, “è quello di eliminare prestazioni ormai obsolete, migliorare l’appropriatezza organizzativa e clinica e favorire una maggiore razionalizzazione prescrittiva, in linea con la riduzione degli oneri per il Servizio sanitario nazionale.
In particolare, le Regioni si sono espresse favorevolmente sul Dpcm con impatto economico che prevede, a titolo esemplificativo, l’inserimento di: due nuove prestazioni relative alla terapia psicoeducazionale per disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, sia per sedute individuali sia collettive; tre nuove malattie croniche esenti dalla partecipazione del paziente al costo delle prestazioni, con l’indicazione della durata minima dell’attestato di esenzione: sindrome fibromialgica, idrosadenite cronica suppurativa e malattia polmonare da micobatteri non tubercolari; prestazioni specialistiche per il controllo della gravidanza fisiologica”.
Le Regioni hanno espresso parere favorevole anche sul decreto del ministro della Salute “isorisorse” (sistema di classificazione che individuano gruppi omogenei di pazienti per quantità di risorse assorbite nella cura, Ndr) , a neutralità finanziaria, “che aggiorna, tra gli altri: gli elenchi delle malattie rare che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni correlate alla malattia; le prestazioni di assistenza termale; i Diagnosis related group (Drg, sistema di classificazione dei ricoveri ospedalieri, Ndr) per i ricoveri in regime di degenza ordinaria ad alto rischio di non appropriatezza.
La Conferenza della Regioni, inoltre, ha ricordato la necessità di garantire un’interlocuzione diretta e continuativa con la Commissione Lea del ministero della Salute anche al fine di poter condividere tematiche e quesiti relativi all’aggiornamento e all’inserimento di altre prestazioni, ancora non previste.
Condivisa, infine, l’osservazione relativa ai tempi di entrata in vigore dei due provvedimenti, che le Regioni chiedono siano portati a un termine non inferiore ai 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, in modo da consentire anche l’adeguamento di tutti i sistemi centrali e regionali”.
IL DPCM DEL 2017 E IL GIOCO – Il Dpcm che ha definito e aggiornato i livelli essenziali di assistenza in questi anni è stato essenziale per la cura del gioco patologico. Questo è quanto ha introdotto, secondo quanto si legge nell'articolo 28, in tema di assistenza sociosanitaria. “1. Nell'ambito dell'assistenza territoriale, domiciliare e territoriale ad accesso diretto, il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone con dipendenze patologiche, inclusa la dipendenza da gioco d'azzardo, o con comportamenti di abuso patologico di sostanze, ivi incluse le persone detenute o internate, la presa in carico multidisciplinare e lo svolgimento di un programma terapeutico individualizzato che include le prestazioni mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative mediante l'impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche, necessarie e appropriate nei seguenti ambiti di attività: a) accoglienza; b) valutazione diagnostica multidisciplinare; c) valutazione dello stato di dipendenza; d) certificazione dello stato di dipendenza patologica; e) definizione, attuazione e verifica del programma terapeutico e riabilitativo personalizzato, in accordo con la persona e, per i minori, in collaborazione con la famiglia; f) somministrazione di terapie farmacologiche specifiche, sostitutive, sintomatiche e antagoniste, compreso il monitoraggio clinico e laboratoristico; g) gestione delle problematiche mediche specialistiche; h) interventi relativi alla prevenzione, diagnosi precoce e trattamento delle patologie correlate all'uso di sostanze; i) colloqui psicologico-clinici; j) colloqui di orientamento e sostegno alla famiglia; k) interventi di riduzione del danno; l) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo); m) interventi socio-riabilitativi, psico-educativi e socio-educativi finalizzati al recupero dell'autonomia personale, sociale e lavorativa; n) promozione di gruppi di sostegno per soggetti affetti da dipendenza patologica; o) promozione di gruppi di sostegno per i familiari di soggetti affetti da dipendenza patologica; p) consulenza specialistica e collaborazione con i reparti ospedalieri e gli altri servizi distrettuali territoriali, semiresidenziali e residenziali; q) collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta; r) interventi terapeutici e riabilitativi nei confronti di soggetti detenuti o con misure alternative alla detenzione, in collaborazione con l'amministrazione penitenziaria; s) collaborazione ed integrazione con i servizi di salute mentale con riferimento ai pazienti con comorbidità. 2. L'assistenza distrettuale alle persone con dipendenze patologiche è integrata da interventi sociali in relazione al bisogno socioassistenziale emerso dalla valutazione”.