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Dl ristoro: gestori apparecchi chiedono inclusione tra i codici Ateco

  • Scritto da Vincenzo Giacometti

I consorzi Criga e Get Network chiedono a governo e istituzioni di tutelare le attività delle imprese di gestione inlcudendole nel decreto Ristoro.

 

Una “dimenticanza”, ma anche una grave discriminazione. Per i gestori di apparecchi da intrattenimento, oltre al danno della chiusura dei locali di gioco che si aggiunge al già rovinoso lockdown dei mesi precedenti, arriva anche la “beffa” di vedersi esclusi, come categoria, dalla lista di operatori beneficiari dei provvedimenti di “ristoro” appena emanati dall'esecutivo, a causa della mancanza del relativo codice Ateco nella lista di quelli oggetto di intervento.

Ma non è tutto. Sì, perché il cosiddetto decreto “Ristori” appena varato dal Consiglio dei Ministri, non solo esclude il codice dei gestori ma, addirittura, la maggior parte di loro che gestisce anche una o più sale, essendo prevalente l'attività di gestione (con codice 92.00.02 da inserire nella richiesta del contributo) perde anche il diritto al ristoro sulla chiusura delle sale. Per questa ragione i consorzi Criga e Get Network, che riuniscono diverse imprese di gestione del settore, si sono mossi congiuntamente nel chiedere a governo e istituzioni di considerare l'inclusione della categoria evidenziando la discriminazione e scongiurando il rischi occupazionale che ne conseguirebbe, in mancanza di contributi.

Il decreto in oggetto, come noto, prevede espressamente - all’articolo 1 - il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici Ateco contenuti all’allegato 1 dello stesso Decreto-Legge, che più di altre stanno subendo limitazioni e restrizioni a seguito delle ulteriori misure di contenimento del contagio adottate dal Governo.
“Sebbene però in tale allegato siano presenti alcune categorie di operatori di raccolta di giochi pubblici, effettivamente colpite dalle misure restrittive in vigore (nello specifico, quelle riferite al codice 93.29.30 delle sale giochi e biliardi, così come quelle afferenti al codice 92.00.09 relativo alle altre attività connesse con le lotterie e le scommesse) – segnalano i consorzi – risulta mancante il codice Ateco 92.00.02 facente riferimento alle imprese di gestione e noleggio di apparecchi”. 
“Anche questa categoria, rappresentata da Criga e da Get Network, risulta duramente colpita dalle chiusure imposte dall’ultimo Dpcm e, per tale motivo, auspichiamo che, anche in virtù di quanto stabilito dall’art. 1 comma 2 del Decreto 137/2020 - che prevede la possibilità di integrare l’Allegato con ulteriori codici Ateco - possa essere effettivamente riconosciuto il contributo a fondo perduto anche a tale categoria”.
Inoltre le due organizzazioni segnalano che numerosi operatori risultano sia titolari di sale giochi e biliardi (di cui al Codice Ateco 93.29.30 ricompreso nella tabella) che gestori di apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro (di cui al cod 92.00.02 escluso dalla tabella). Per il principio della prevalenza del codice Ateco, tutti questi operatori, in mancanza di opportuni chiarimenti, risulterebbero addirittura esclusi anche dai ristori previsti dal Decreto per i danni subiti dalle imposte chiusure delle sale giochi gestite. Per un ulteriore danno e un'ulteriore beffa.
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