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Codere, Pascual: "Il gestore al primo posto"

"Credo che un sano ottimismo rispetto al futuro sia sempre necessario ma questa volta è davvero difficile andarlo a trovare. A marzo, in occasione dell’emanazione della Legge Delega 2014, abbiamo salutato tutti con favore la prospettiva di una 'armonizzazione' delle normative esistenti nella speranza che desse finalmente stabilità al mondo del gioco consentendo futuri piani di investimento certi e spendibili con banche ed investitori, ma oggi, visto il costante accanimento della politica verso il mondo del gioco e la proposizione di norme, come l’ennesimo aumento del Preu, che condannano inevitabilmente il settore degli Adi a una morte inevitabile, è davvero difficile restare ottimisti". Così l'ad di Codere Italia Alejandro Pascual, che in un'intervista a Gioconews traccia un bilancio - politico ed aziendale - dell'anno che sta per finire, con uno sguardo agli scenari del 2015.

  


"Pensare di aumentare il Preu e diminuire il payout della stessa percentuale e che questo non abbia importanti riflessi negativi sul settore è quantomeno sorprendente. Per ritrovare un minimo di ottimismo devo pensare che una più approfondita analisi dei numeri faccia fare una marcia indietro al Governo nell’ottica di una valutazione di altre possibilità più praticabili", prosegue Pascual.


RISOLTA LA QUESTIONE 'PENALI' - Ma, nonostante le problematiche, Codere nel 2014 ha comunque 'tenuto botta' e sviluppato un piano di attività per un nuovo rilancio. "Abbiamo attraversato un 2014, per dirla scherzosamente, 'ricco di opportunità'", ricorda l'Ad. "Chiaramente le situazioni legate alle scelte del Corporativo hanno inciso in qualche modo anche sull’attività in Italia ma oggi siamo sereni e abbiamo davanti a noi uno scenario sfidante e ricco di nuovi spunti. A Madrid i problemi sono superati e in Italia abbiamo risolto anche l’aspetto 'penali' mediante l’adesione alla cosiddetta 'definizione agevolata'. La scelta di pagare è stata dettata dalla volontà di dare un preciso segnale al mercato italiano rispetto alla solidità del progetto di crescita di Codere in Italia e non dal convincimento che pagare fosse un atto dovuto. Restiamo dell’idea che sia ingiusto e privo di fondamento giuridico. Ora quindi non ci resta che lavorare, cosa che abbiamo sempre fatto. Abbiamo già sviluppato un piano di attività che ci vedranno protagonisti sia nell’ambito delle iniziative spese nelle sale, quindi verso il cliente finale, che rispetto alla rete e quindi al nostro btob".
 
 
CONFRONTO CON IL GESTORE PRIMA DI TUTTO - Nell'immediato futuro, l'intenzione di Codere è quella di continuare sulla strada segnata da anni: "Confronto costante col gestore, che per noi resta l’anello centrale del mondo Awp, sviluppo di servizi e strumenti che rendano l’attività del gestore sempre più snella, proficua e soprattutto efficiente, continuità e vicinanza alle esigenze di questi attraverso attività di monitoraggio dei prodotti e supporto alla gestione del territorio e delle normative. In un momento così delicato per il settore degli Adi crediamo che solo attraverso scelte di questo tipo il concessionario possa essere visto e vissuto come un partner e non come un padrone. La crescita di Codere in Italia arriverà anche dalle acquisizioni di società di gestione e dalle diverse sinergie che riusciremo a creare con coloro che vorranno affrontare il futuro del mondo dell’automatico con serietà e professionalità".


NUOVO BANDO DI GARA SUL BINGO - L'Ad Pascual traccia anche il quadro delle aspettative della società spagnola sul settore del bingo, anche alla luce dello stop del nuovo bando per le concessioni in Italia."Il bingo è uno dei nostri business più rilevanti in Italia come nel resto dei Paesi dove operiamo. Conosciamo bene vizi e virtù di questo settore e crediamo di non sbagliare invitando il legislatore a guardare con occhio benevolo queste sale, ormai 'gaming hall' a tutti gli effetti, chiedendo di considerarle come i veri luoghi sicuri del gioco; controllo, vigilanza e attenzione al cliente sono da sempre le caratteristiche fondamentali delle sale e oggi più che mai devono rappresentare il vero valore aggiunto rispetto ad altre strutture. Il giudice amministrativo ha ritenuto di annullare il bando accogliendo le istanze degli operatori e quindi bisognerà ricominciare da capo.
Auspichiamo che il nuovo bando di gara tenga conto delle problematiche legate ad investimenti sostenuti, livelli di occupazione garantiti e venga quindi declinato in maniera tale da rappresentare un’opportunità e non un ostacolo all’attività degli operatori del gioco concessionario".

 

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