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Franzoso (As.tro): "Liguria, impennata continua del gioco illegale"

"Il distanziometro metrico è sempre più 'sul banco degli imputati', in quanto, là dove si applica, il “gioco illegale” soppianta quello autorizzato ma brutalmente sfrattato dalla normativa locale". Lo afferma l'avvocato Michele Franzoso del Centro Studi As.tro, commentando il caso di Rapallo, "e più precisamente la scoperta di una vera gaming hall totalmente abusiva, con scommesse e apparecchi da gioco totalmente sconosciuti al circuito dell’Amministrazione Finanziaria", sottolinea il legale.
Di tanti altri casi "non abbiamo evidenza giornalistica, ma le lamentele degli operatori sempre più schiacciati da questo tipo di concorrenza sleale fanno supporre una estensione del fenomeno che fa presagire il peggio. Il dossier 'illegalità' generata dal distanziometro, pertanto, aumenta e con esso anche le cifre di evasione fiscale che ne derivano. Il dato che più preoccupa è  la 'matrice ligure' di questa “ennesima ondata di gioco illegale e fiscalmente clandestino”, ovvero la sua provenienza dalla prima regione italiana a essersi dotata di distanziometro metrico, a sua volta emulata da altri enti Locali. Neppure gli esiti criminogeni di quasi 3 anni di applicazione della legge hanno fatto riflettere gli Amministratori regionali liguri, apparentemente fieri del primato che ha acquisito la loro attività legislativa, e totalmente incapaci di comprendere il livello di degrado sociale che rischiano di introdurre nel territorio facendo chiudere aziende “lecite” di gioco “lecito”, e agevolando l’insediamento di 'bische' illegali", aggiunge.
La delega fiscale è in fase di gestazione, e la speranza di tutti "è che si affronti il tema del rapporto tra gioco lecito e gioco autorizzato senza omettere la imbarazzante realtà statistica che i territori governati dal distanziometro rivelano oramai quotidianamente", conclude.
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