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Passamonti (SGI): 'Industria pronta a sacrifici ma si riaffermi la riserva di Stato'

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Roma - "Quando si parla di riforma del gioco pubblico bisognerebbe ricordare a quello che già è stato fatto nel corso degli anni e in particolare dal 2010, quando cominciammo a dire che il settore doveva essere visto e immaginato in una fase nuova in grado di conciliare gli interessi pubblici, economici e sociali con quelli imprenditoriali prescindendo dall'obiettivo primario della raccolta erariale. Iniziando a preoccuparsi del consolidamento e mantenimento di un mercato sostenibile invece di puntare ancora all'espansione del mercato". Lo sottolinea il presidente di Sistema Gioco Italia in occasione del convegno organizzato insieme ad As.Tro a Roma.

 


"Questo lo diciamo già dal 2010, ma la nuova fase è rimasta incompiuta ancora oggi e non a caso ci troviamo oggi con una immagine negativa, che condizione e compromette il nostro lavoro quotidiano e il compimento di un percorso lineare e condiviso", prosegue Passamonti.

 

EQUILIBRIO DA COSTRUIRE - "Oggi però, con la legge delega e i lavori che l'hanno introdotta, si sta provando a mettere in pratica certi principi, cogliendo tra i vari spunti proposti proprio quello di togliere dal centro la raccolta erariale cercando un equilibrio tra i vari interessi pubblici. Si tratta di un impegno fondamentale di cui lo Stato sembra voglia farsi carico e che prevede un enorme sforzo delle nostre imprese. Ben liete di lavorare per la costruzione di questo equilibrio, purché venga davvero salvaguardata la riserva di legge dello Stato sul mercato del gioco dando certezze alla filiera".

 

 

PERICOLO ILLEGALITA' - “La Delega fiscale è un’occasione straordinaria per dare meglio le coordinate e chiarire i ruoli degli attori del sistema" – ha detto ancora Passamonti. "Nel corso di questi anni non c’è stato riconoscimento, ma demonizzazione del settore senza una adeguata difesa effettuata dallo Stato per le concessioni che ha rilasciato. La riserva statale sul gioco non può essere indebolita e minata, se la delega fiscale abbandonasse questo obiettivo primario non avrebbe più senso”. “I concessionari – ha aggiunto – sulla base di norme certe e uguali su tutto il territorio, hanno accettato impegni gravosi e gli interventi nelle Regioni, in questi anni, hanno supplito ma non possono sostituirsi al compito dello Stato e agli obiettivi di tutela sociale, dell’ordine pubblico e degli incassi erariali, altrimenti il rapporto tra Stato e concessionari verrebbe meno e con esso gli impegni e le responsabilità prese anche a fronte di investimenti costosi”. “Se dovesse venire meno la riserva statale si tornerebbe ovviamente a zone grigie, come già evidenziano i dati della Guardia di Finanza nelle regioni che hanno espulso il gioco legale e in cui l’illegale è tornato a crescere” ha concluso Passamonti.

 

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