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Stabilità, As.Tro: 'Nuovi format per rispondere a rigetto rinegoziazione'

  • Scritto da Redazione GiocoNews

Dopo la sentenza del Tar su tassa dei 500 milioni, As.tro invita iscritti a replicare alle risposte di rigetto della rinegoziazione dei concessionari

 

 


"Alcuni concessionari motivano il rigetto della rinegoziazione As.Tro, affermando che è equo solo il '97%" a carico del gestore. Molto probabilmente alcuni concessionari non avevano previsto la remissione dei loro ricorsi contro la Stabilità alla Corte Costituzionale, e pertanto non avevano messo in preventivo che 'quanto dai medesimi dedotto' davanti al Tar sarebbe divenuto di dominio pubblico consentendo a tutti l'agevole verifica di compatibilità logica tra quanto affermato in sede giudiziaria e quanto sostenuto nei confronti dei gestori". E' quanto si legge in una nota diffusa da As.Tro, associazione che riunisce gli operatori del gioco lecito dopo il rinvio alla Corte Costituzionale della norma sulla tassa dei 500 milioni, da parte del Tar Lazio.

 

"Balza agli occhi, infatti, quel passaggio del provvedimento del Tar in cui si riportano la lamentele del ricorrente (il concessionario ), volta a censurare l'impossibilità di stabilire la 'quota' di Stabilità a carico di ciascun soggetto della filiera, e la impossibilità di utilizzare la 'rinegoziazione' come strumento di imposizione sul libero consenso privato all'interno dei contratti in essere. Argomenti quasi lapalissiani per gli operatori del diritto, completamente disattesi nelle diffide ad adempiere inoltrate di recente da quei concessionari che sostengono come, sin dal primo gennaio 2015 la filiera doveva consegnare il cassetto per poi attendere l'agio rinegoziato secondo l'equa valutazione, si, ma del concessionario stesso", si legge nella nota As.tro.

 

"Con questa reiterata eccentricità giuridica (parzialmente utilizzata anche dall'avvocatura di Stato per opporsi al rilievo di incostituzionalità del comma 649 della legge n. 190/2014, e respinta dal Tar), alcuni concessionari continuano a sostenere che il mantenimento della connessione di rete da parte del gestore implica accettazione del destino a cui la rete stesse li vorrebbe condannati: quel 97% che comporta fallimento dei gestori, ma soprattutto la sottrazione del concessionario ad ogni percepibile sacrificio sui propri ricavi complessivi. Su queste basi A.stro ha predisposto una nuova serie di format a mezzo dei quali replicare alle risposte di rigetto della rinegoziazione (redatte sul modello di riparto ideato dalla Associazione)", conclude l'associazione. 

 

Gli iscritti potranno richiederne copia a mezzo mail alla segreteria a partire dal 18 novembre.

 

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