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Bussolengo: slot spente ma totem accesi, As.Tro scrive al sindaco

  • Scritto da Redazione

L'associazione As.Tro ha scritto una lettera al sindaco di Bussolengo (Vr) segnalando il caso di slot lecite spente ma di totem illegali accesi.

 

In una lettera al sindaco di Bussolengo, Paola Boscaini, l'associazione As.Tro, per voce del suo presidente Massimiliano Pucci, evidenzia all'amministrazione comunale “il primo effetto (tangibile) dell’ordinanza restrittiva emessa in ordine all’orario di funzionamento degli apparecchi leciti”, e cioè che “l’apparecchio legale è regolarmente spento, nella fascia oraria non consentita, ma 'il gioco viene sempre proposto al pubblico tramite un congegno privo di autorizzazione (e non autorizzabile), comunemente denominato (senza pretesa di esaustiva identificazione), tra gli addetti ai lavori, totem'”.

As.Tro sottolinea che quello offerto dai totem è “gioco sottratto al controllo, alle limitazioni, alle verifiche delle Autorità che può impoverire il giocatore tramite puntate tendenzialmente illimitate e possibilità di vincita assolutamente arbitrarie, con tutte le conseguenze socio-sanitarie che da ciò derivano” e segnala il caso di un locale pubblico cittadino, corredandolo dalla fotografia “dei due apparecchi non autorizzati che stamane (23 febbraio) hanno fatto la loro comparsa”. A tale proposito, As.Tro ricorda che “il gioco legale è un servizio 'sensibile' e tutti gli operatori sono consapevoli di doverlo trattare con delle cautele e delle responsabilità che vanno al di là della norma”, evidenziando che “la comparsa del gioco illegale, con una così pronta tempestività rispetto alle restrizioni imposte al gioco lecite, potrebbe suggerire di riconsiderare la strategia amministrativa adottata, esaltando il ruolo delle imprese che rispettano le regole e risparmiando al territorio la pericolosa infiltrazione di realtà non autorizzate”. Pucci auspica quindi “di veder presto riaffermati i principi sopra richiamati” e “confida in un riscontro dell’Amministrazione finalizzato a pianificare con le imprese del territorio una metodologia distributiva del gioco legale conforme ai parametri socio-sanitari che si riterrà di condividere”.

 

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