Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
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Cuneo: limiti orari alle sale slot, sindaco firma ordinanza

  • Scritto da Redazione

A Cuneo, come in altri comuni della provincia e della regione, le slot machine funzioneranno a ore.

 

Il sindaco di Cuneo, Federico Borgna, ha firmato un'ordinanza che stabilisce gli orari di funzionamento degli apparecchi per il gioco lecito con vincita in denaro.

 

In sostanza, rispettando sia le modalità che i tempi previsti dalla Regione Piemonte nella legge regionale del 2 maggio scorso, a Cuneo le slot machine potranno funzionare soltanto dalle 12 alle 24 di tutti i giorni, compresi i festivi. In tutti gli altri orari dovranno essere spente, siano esse allestite in sale giochi, bar, ristoranti, alberghi, tabaccherie, esercizi commerciali, ricevitorie, sale Bingo, agenzie di scommesse o negozi dediti esclusivamente al gioco.

Il titolare dell'autorizzazione deve inoltre esporre targhe in cui risulti chiaro il rischio di dipendenza dal gioco e gli stessi orari di funzionamento degli apparecchi.

Chi non rispetterà quanto previsto dall'ordinanza rischierà una sanzione amministrativa da 500 a 1500 euro e, in caso di recidiva, cioè di violazione commessa per tre volte, la chiusura definitiva degli apparecchi.

"Il provvedimento viene adottato a tutela della salute della comunità, per limitare l'uso degli apparecchi per il gioco con vincita di denaro, nell'ambito dei poteri che la legge conferisce al sindaco per quanto riguarda la determinazione degli orari di apertura al pubblico degli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi", si legge in una nota del Comune.
L'adozione del provvedimento "è stata coordinata dalla Provincia di Cuneo, sentite le associazioni di categoria, con il fine di ottenere su tutto il territorio provinciale una omogeneità degli orari in cui è concesso il gioco lecito.
Infine, la scelta di concedere il gioco a partire dalle ore 12, limita le possibilità che le fasce più deboli della popolazione cadano nelle patologie di dipendenza, le cosiddette "udopatie", si legge ancora.
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