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Cardia: 'Proibizionismo di normativa territoriale è una non soluzione'

  • Scritto da Sm

L'avvocato Cardia mette l'accento sulla necessità di sospendere i provvedimenti proibizionistici della normativa territoriale in attesa della definizione della questione territoriale.

 

Torino - Si parla della questione territoriale in occasione della tavola rotonda di oggi, 3 aprile, organizzata dall'associazione As.tro a Torino. L'avvocato Geronimo Cardia, il quale ha partecipato alla sessione di analisi politica dei provvedimenti territoriali, sottolinea: “Ho condiviso le ragioni che mi hanno portato a pubblicare sul magazine Gioco News l'articolo di questo mese di marzo, in cui propongo l'idea che - analogamente a quanto accade giudizialmente con le ordinanze cautelari in attesa del giudizio di merito - si sospendano i provvedimenti proibizionistici della normativa territoriale in attesa della definizione della questione territoriale. È troppo tempo, infatti, che l'equazione giace insoluta sui banchi della Conferenza Unificata.

 

 

Nel comparto, della questione territoriale parliamo dal 2011. Sono anni che diciamo che un provvedimento che afferma di regolamentare ed invece di fatto vieta, come un distanziometro viziato da effetto espulsivo, è un provvedimento, ancor prima che illegittimo e da censurare giudizialmente, semplicemente sbagliato (oggi, tra l'altro, tocca al distanziometro di Torino che, studiato, di fatto comporta una percentuale di interdizione dell'99,84 percento)”.

Detto questo, “l'operazione culturale portata avanti in questi anni ha visto in campo sia il legislatore nazionale (che è dal 2012 che prova a mettere attorno al tavolo Stato, Regioni e Comuni prima col decreto Balduzzi e poi con la Conferenza Unificata invocata dalla legge di Stabilità per il 2016) sia la giurisprudenza (che sta dando importanti segnali di accoglimento in merito ai tre filoni distanziometro - orari - pubblicità), sia la gente che dai sondaggi comincia a far emergere di ritenere il proibizionismo imposto dalla normativa territoriale una non-soluzione.

Chi prima in politica intercetta tali segnali – conclude Cardia - non solo vince ma, soprattutto, fa un servizio al Paese contribuendo a tutelare gli interessi costituzionali della salute, del risparmio, dell'ordine pubblico, del gettito erariale, dell'impresa e del lavoro”.

 

 
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