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Sgi e Acadi: 'Rendere più sostenibili interventi su gioco'

  • Scritto da Sm

La proposta di Sistema Gioco Italia e Acadi prevede una rimodulazione delle percentuali di intervento sul gioco nella Manovra Bis.

Una rimodulazione delle percentuali di tassazione per Awp e Vlt. E' quanto propone Sistema Gioco Italia insieme ad Acadi in occasione dell'audizione informale in Commissione Bilancio di Camera e Senato. Misura già anticipata da Gioconews.it nei giorni scorsi.

"Aumento Preu delle Awp dal 17,5 percento al 18,3 percento, anziché al 19 percento, con decorrenza 24 aprile 2017 e aumento Preu delle Vlt dal 5,5 percento al 5,8 percento anziché 6 percento, mantenendo la decorrenza prevista in manovra, ma riducendo la percentuale di incremento; facoltà di riduzione del Pay out Awp dal 70 percento al 68 percento, intervento attualmente non previsto dalla manovra, incremento della tassa sulle vincite del gioco del lotto al 10 percento, anziché all'8 percento, aumento della tassa sulle vincite a partire dal 1 luglio 2017, anziché dal 1 ottobre 2017", afferma il presidente di Sistema Gioco Italia, Stefano Zapponini.

Guglielmo Angelozzi presidente di Acadi, aggiunge: "Si è assistito ad una costante messa in discussione dell’impianto concessorio soprattutto da parte degli Enti Locali che, nel dichiarato intento di prevenire il fenomeno del gioco patologico, hanno posto in essere attività non coordinate né tra gli stessi enti né con lo Stato centrale, creando una situazione di incertezza normativa ed operativa che sta compromettendo la validità della riserva statale in materia di gioco ed indebolendo lo strumento concessorio. Di contro il proliferare di leggi e regolamenti locali in materia di gioco, complice anche una larga disinformazione su molteplici aspetti di questo settore, sta contribuendo in modo significativo a lasciare spazio e ad incentivare il ritorno verso un'offerta di gioco illegale, ossia fuori controllo e priva dei requisiti e delle autorizzazioni previste dal nostro ordinamento. Al fine di trovare una soluzione alla situazione di disarmonia creatasi a partire dal 2012 tra la normativa statale e le normative regionali e comunali in materia di giochi pubblici, contesto questo che vede i concessionari dello Stato e tutti gli operatori assistere impotenti allo scontro tra lo Stato centrale e le amministrazioni locali, da un lato i concessionari continuano a investire e ad onorare gli onerosi obblighi assunti in sede di gara e stipula della convenzione sulla base della normativa all’epoca esistente, e dall'altro il legislatore primario, attraverso la legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 296), ha conferito mandato alla Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali affinché venissero definitivamente ed univocamente individuate le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale. In base al dettato normativo l’intesa avrebbe dovuto essere trovata entro il 30 aprile 2016, ma a tutt’oggi l’intesa tra Stato, Regioni ed Enti Locali ancora non è stata raggiunta".  Pertanto, alla luce dei continui rinvii, "frutto di divergenze fra le parti istituzionali, permane forte l'incertezza per l’intera filiera del gioco lecito". Inoltre "la regolamentazione del settore degli apparecchi da intrattenimento, fortemente contrastata dai provvedimenti locali, è stata protagonista di importanti mutamenti, in particolare l'eliminazione dal mercato di oltre 600.000 apparecchi illegali in larga parte posseduti dalla criminalità organizzata. Oggi in Italia sono presenti circa 400.000 apparecchi Awp e circa 55.000 apparecchi Vlt". 

LA STABILITA' DEL 2016 - Angelozzi fa riferimento poi alle misure contenute nella legge di stabilità 2016 in cui si è "incrementato, a decorrere dal 1° gennaio 2016, il Preu (prelievo erariale unico) dal 13 percento al 17,5 percento con riferimento all'ammontare delle somme giocate attraverso le Awp. Nello stesso tempo la percentuale minima destinata alle vincite (pay out) è stata ridotta dal 74 al 70 percento. Con riferimento all'ammontare delle somme giocate attraverso le Vlt, il comma 919 della legge di stabilità 2016, con decorrenza dal 1° gennaio 2016, incrementa il Preu dal precedente 5 percento al 5,5 percento. Si ricorda che, con riferimento alle Vlt, sulla parte della vincita eccedente i 500 euro è inoltre dovuta una addizionale pari al 6 percento (decreto direttoriale Adm 12 ottobre 2011, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 2, comma 3, del D.L. n. 138 del 2011). Si rammenta anche che, all'atto dell'introduzione delle Vlt, i concessionari hanno versato 15.000 euro per l'acquisizione di ogni singolo diritto d'esercizio, sostenendo così un costo fiscale anticipato di circa 900 milioni di euro". 

Oltre a prevedere l'aumento del Preu sugli apparecchi, il legislatore primario ha disposto "la riduzione del 30 percento degli apparecchi Awp a decorrere dal 2017, disposizione questa che rappresenta il naturale corollario della richiamata assegnazione alla Conferenza Unificata del mandato a individuare, entro il 30 aprile 2016, una diversa organizzazione territoriale della rete di vendita dei giochi pubblici, nonché ad avviare l’evoluzione delle attuali Awp verso una nuova tecnologia più sicura e controllabile da remoto a partire dal 1° gennaio 2018 (cosa che, evidentemente, richiederà ingenti investimenti da parte della filiera). Nel prospettare quindi nuove disposizioni in materia di giochi da inserire nel decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, il legislatore avrebbe dovuto tenere conto delle disposizioni sopra richiamate, introdotte con la legge di stabilità 2016, che da un lato hanno già imposto l’aumento del Preu e, dall’altro, in un’ottica di maggiore attenzione sociale e nel tentativo di trovare un punto di incontro tra esigenze dello Stato Centrale ed esigenze territoriali, hanno contestualmente disposto la riduzione del parco macchine AWP del 30%, nonché previsto l’evoluzione tecnologica delle Awp per garantire maggiore sicurezza e controllo. Laddove le disposizioni introdotte con il decreto legge n. 50 del 2017 in materia di aumento del Preu dovessero trovare conferma risulta di tutta evidenza che la filiera, già gravata dell’aumento Preu disposto con la legge di stabilità del 2016 nonché della riduzione del parco Awp in essere, non avrebbe più la capacità economica e finanziaria per sostenere le proprie attività con conseguente rischio di collasso del comparto e di danno agli interessi pubblici in materia di pubblica sicurezza e di contrasto al gioco illegale. Risulterebbe impossibile reperire i finanziamenti per l’evoluzione tecnologica prevista dalla richiamata legge di stabilità al fine di garantire ai consumatori ed allo Stato i necessari livelli di sicurezza e controllo".

Inoltre "Dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento si evince un indirizzo del tutto interpretativo intrapreso dal legislatore con valutazioni per approssimazione. La stessa Corte dei Conti ha evidenziato in modo chiaro nel Rapporto 2017 sul coordinamento della finanza pubblica che il settore dei giochi non è più in grado di sopportare una nuova ondata di inasprimenti impositivi o entrate una tantum. Il Governo ha scelto, con sorpresa, di agire contro questo parere e le stime sul gettito che ne deriverebbero, mostrano inoltre di non aver tenuto conto della prossima riduzione del 30 percento delle Awp, già prevista dalla legge di Bilancio 2016, e del problema del finanziamento dell’intera filiera che si manifesterà nell’immediato, nonché dell’impossibilità di effettuare l’evoluzione tecnologica del settore imposta alla filiera da disposizioni normative vigenti per motivi di sicurezza e controllo. L’effetto della manovra sulla filiera degli apparecchi, a regime, su un arco di 12 mesi, è pari ad oltre 280 milioni di euro che vanno ad impattare direttamente sul conto economico di concessionari, gestori ed esercenti che, in questo modo, non saranno più in grado di garantire l’operatività delle aziende e mantenere i livelli occupazionali".

In sintesi "negli ultimi 5 anni la pressione fiscale sugli apparecchi è stata incrementata del 50 percento e a nulla sono valse le raccomandazioni, addirittura della Corte dei Conti, né gli appelli delle rappresentanze di settore che, conti alla mano, hanno evidenziato come un ennesimo inasprimento della tassazione avrebbe generato una crisi irreversibile per le aziende e per tutti i lavoratori del comparto".

RIDUZIONE DI AWP E VLT - Questa tipologia di offerta è ritenuta da Sistema Gioco Italia e Acadi "quantitativamente eccessiva e da ormai tre anni sono stati proposti metodi ed interventi per una drastica riduzione, purtroppo costantemente caduti nel vuoto. Si deve a questo proposito rilevare che la continua distorsione nell’interpretazione dei dati numerici è stato uno degli elementi che ha progressivamente condotto l’opinione pubblica e la classe politica a considerare negativamente l’intero comparto. In tale contesto il continuo aumento dei costi, in primis quelli fiscali che hanno ormai raggiunto livelli insostenibili senza alcuna preventiva valutazione circa la sostenibilità per gli operatori, sta portando il settore in uno stato di grande tensione finanziaria ed economica, con possibili ricadute dirette sui livelli di occupazione".

 

Per Zapponini "La proposta, pur mantenendo saldi sostanzialmente invariati, ha impatto minore sul settore degli apparecchi da gioco, già eccessivamente penalizzato negli ultimi anni, attraverso un diverso bilanciamento all'interno delle diverse tipologie di gioco degli interventi previsti dalla manovra. Si propone in sintesi di rimodulare le percentuali di incremento e di anticipare temporalmente l'intervento sulla tassazione sulle vincite, nonché di consentire la facoltà per il comparto delle Awp di poter recuperare una parte di redditività attraverso un leggero abbattimento del Pay out. La proposta è attuabile anche dal punto di vista tecnologico".

Quindi Sistema Gioco Italia ed Acadi auspicano che, in sede di iter parlamentare, "l’Esecutivo, nel valutare il testo del decreto, tenga in dovuta considerazione i riflessi improduttivi che tali iniziative possono avere, anche per il raggiungimento dell’intesa con gli enti locali. Si invita pertanto a voler recepire le modifiche indicate in modo da mantenere invariati i saldi attesi dal comparto del gioco, consentendo al tempo stesso al settore di continuare ad operare in una condizione di sufficiente economicità", conclude il presidente di Sgi.

 

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