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Riduzione slot: il giorno della verità, ecco i possibili scenari

  • Scritto da Redazione

Udienza al Tar del Lazio sulla riduzione del parco slot machine. All'esame le richieste di concessionari e associazione gestori.

 

Oggi è il giorno della verità per gli operatori degli apparecchi da intrattenimento e, in particolare, per quei concessionari e gestori che hanno impugnato i decreti attuativi emanati dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sui criteri di riduzione del parco macchine, disposto dal legislatore attraverso la Manovra finanziaria aggiuntiva del 2017.

 

Il Tar del Lazio, al quale si erano rivolti i ricorrenti, come noto, aveva fissato l'udienza di merito ad oggi, mercoledì 23 maggio, per esaminare la richiesta di sospensiva del decreto ministeriale sulla riduzione delle slot avanzata dal concessionario Codere e dall'associazione dei gestori Sapar, a cui si aggiunge anche l'ulteriore ricorso presentato dal concessionario NetWin Italia.

Secondo i giudici capitolini la decisione del ricorso presupponeva “l’esame di questioni la cui complessità è incompatibile con la sommarietà della presente fase cautelare e che le esigenze di parte ricorrente appaiono tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito”. E su questa base aveva fissato l’udienza pubblica alla data di oggi.

 

Una decisione particolarmente attesa dall'intero settore, tenendo conto dei vari disagi che la procedura di riduzione delle slot ha creato all'intera filiera, anche in virtù dei diversi criteri interpretativi applicati dai vari concessionari. Non è un caso, infatti, che le procedure di dismissione degli apparecchi – come rivelato da GiocoNews.it nei giorni scorsi – procedano al rilento, seppure nei termini previsti dalla legge: in attesa, probabilmente, di conoscere il verdetto del tribunale capitolino dopo l'udienza di oggi.

 

I POSSIBILI SCENARI – Con la nuova udienza al Tar del Lazio, sono tre gli scenari possibili che si possono individuare: nel caso in cui i giudici dovessero legittimare le scelte operate dall'amministrazione, respingendo dunque i vari ricorsi presentati dagli operatori, tutto rimarrebbe come oggi e le procedure di dismissione potrebbero quindi continuare ed essere concluse, visto che anche gli stessi ricorrenti, nel frattempo, avevano comunque tolto le macchine (potenzialmente) in eccesso dai locali. Nel caso in cui, al contrario, il tribunale dovesse accogliere le richieste dei ricorrenti, potrebbe costringere l'amministrazione a rivedere le norme e consentire ai concessionari ricorrenti di re-integrare le macchine dismesse “in eccesso” rispetto al criterio individuato dalla stessa amministrazione e che verrebbe quindi a decadere. Un'ulteriore ipotesi potrebbe essere quella del rinvio della questione alla Consulta e/o alla Corte Europea, come richiesto da alcuni dei ricorrenti, magari concedendo la sospensiva in attesa del giudizio definitivo.
I PRECEDENTI – Sulla materia, oltre al Tar capitolino (il quale aveva espresso più giudizi, anche difformi tra loro), era stato chiamato ad esprimersi anche il Consiglio di Stato, invocato dai ricorrenti, salvo poi essere stato “esonerato” con il ritiro del ricorso da parte delle società concessionarie che avevano impugnato le norme attuative, rinunciando all’appello cautelare contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Ministero dell'Economia e delle Finanze, Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tutto questo anche in attesa del giudizio di oggi, che arriva comunque dopo la seconda scadenza prevista per la riduzione delle slot e fissata allo scorso 30 aprile (mentre i ricorsi presentati dai concessionari si riferivano alla precedente scadenza del 31 dicembre 2017).
Il verdetto definitivo è comunque particolarmente atteso anche dai gestori, con il presidente di Sapar, Raffaele Curcio, che aveva sottolineato come "la norma ha già prodotto effetti negativi e altrettanti ne deriveranno per tutte le parti coinvolte" auspicando che "che il Collegio potesse approfondire le dinamiche che si sono generate senza preconcetti".

 

 

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