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Decretone, Zapponini (SgI): 'Gioco, riordino per tutelare investimenti'

  • Scritto da Redazione

In audizione alle commissioni Lavoro pubblico e Affari sociali, Stefano Zapponini (SgI)  chiede riordino gioco per tutelare investimenti industria.

 

Nuova serie di audizioni informali alla Camera dei deputati delle rappresentanze del gioco legale sul decreto su reddito di cittadinanza e quota 100, nella seduta delle commissioni riunite Lavoro pubblico e Affari sociali di oggi, lunedì 4 marzo.

Il primo intervento è stato quello di Sistema gioco Italia, la federazione di filiera dell'industria del gioco e dell'intrattenimento aderente a Confindustria - Servizi innovativi e tecnologici.

 

A parlare è Stefano Zapponini: “Forti criticità sono emerse in questi anni: al primo posto la fiscalità, gli aumenti delle aliquote a fronte di una domanda di gioco in riduzione.
In meno di un anno, dal decreto Dignità, ci sono stati quattro aumenti del Preu su Awp, Vlt e scommesse. Il settore del gicoo legale è il più tassato in Europa, con punte del 61/71 percento rispetto alla tassazione sul margine in Germania del 22 percento, ad esempio.
L'intero settore del gioco legale non può più sostenere tale pressione fiscale, visto che è già in un grave stato di sofferenza, tanto da indurre i sindacati a chiedere un tavolo di crisi al Mise.
Un altro problema è la proliferazione sui territori di misure espulsive del gioco di Stato, sono oggi 19 le regioni e 150 i comuni di grandi dimensioni che hanno emanato leggi e regolamentazioni in materia.
Questa attitudine a normare a macchia di leopardo contrasta con il principio di unicità del diritto che dovrebbe garantire una normativa unitaria, l'inefficacia di tali misure è stata rilevata come tale anche ai fini della prevenzione del Gap, come è emerso anche dalla ricerca dell'Istituto superiore di Sanità.
Il terzo elemento di criticità è il divieto di pubblicità. Nel 2014 c'è stata una raccomandazione da parte della Commissione europea per la formulazione di linee guida per la tutela dei consumatori, che ha chiesto la regolamentazione della pubblicità del gioco non il divieto assoluto della comunicazione di prodotto, e solo per determinate fasce orarie e programmi. La pubblicità è l'unico sistema per distinguere il gioco legale da quello illegale.
Per effetto combinato di tali elementi per le imprese di sta determinando l'impossibilità di pianificare investimenti, e la perdita di quelli già fatti”.
 
Venendo alle disposizioni del decretone, Zapponini sottolinea che “tali misure sono oppressive per il gioco, gli aumenti del Preu indeboliscono la filiera del gioco lecito, non si tiene conto della riduzione della rete distributiva decisa dalla legge di Bilancio del 2016 e dell'effetto espulsivo delle norme locali.
È urgente, e l'abbiamo richiesto più volte, il varo di una riforma di settore armonica, sostenibile, equilibrata per giocatori, territori, industria, alla quale da 15 anni è affidato il ruolo di presidio e tutela della legalità.
Serve una stabilizzazione del quadro fiscale che consenta alle aziende di aumentare la sicurezza e la qualità degli apparecchi, risolvere la questione territoriale con leale collaborazione fra le istituzioni, armonizzare le disposizioni statali e locali per garantire sicurezza, salute senza che la tutela dell'uno indebolisca l'altra.
Vorremo evitare una perdita di controllo nei territori e di occupazione”.
 
 
Fra i deputati ha chiesto chiarimenti Roberto Novelli di Forza Italia: “È evidente che quando noi trattiamo un provvedimento che dovrebbe essere utile per un inserimento nel mondo del lavoro, dovremmo trattare l'argomento nel modo più ampio possibile.
Il settore del gioco legale soffre di una legislazione frammentata e in alcuni casi è diventata retroattiva, come i distanziometri.
Ricordo che spesso azioni contro il Gap non hanno avuto dei riscontri in termini di risultati.
La domanda è semplice: ci state dicendo che con l'aumento del Preu, la frammentazione delle norme, i distanziometri, in un sistema formato da concessionari-imprese-lavoratori che non sono contagiosi o da ghettizzare ma rispettando regole dello Stato sono produttori di reddito, è evidente l'incongruenza fra questo provvedimento, che vuole creare occupazione, e gli effetti?”.
 
 
Dal canto suo Elena Carnevali (Partito democratico) ha affermato: “Questo Governo vuole fare cassa attraverso i giochi. State sollevando un tema vero: a parte le modalità di incremento del Preu, in modo spot, sono evidenti le conseguenze per la filiera e il rischio che la previsione delle entrate non venga rispettata".
 
Questa la risposta di Zapponini a Novelli: “La frammentazione è ormai è nota, non c'è un accordo sul vocabolario, sulla definizione di 'luogo sensibile', tutto questo genera confusione e transumanza fra i giocatori.
Si guarda a un provvedimento che dovrebbe incrementare l'occupazione e invece dà per certo il decremento occupazionale.
Come Sistema gioco Italia abbiamo chiesto il primo tavolo di crisi nel 2018, poi lo hanno fatto i sindacati; molte piccole e medie imprese hanno iniziato a licenziare”.
 
Rispondendo a Carnevale Zapponini conclude: “Un buon riordino si fa se si riesce a interloquire in maniera stabile e organizzata, abbiamo interesse a che il cittadino giocatore si diverta e giochi i totale sicurezza, grazie alle nuove tecnologie.
Sull'aleatorietà della copertura abbiamo dichiarato forti riserve”.
 
 
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