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Tar: 'Limiti orari al gioco non eliminano Gap ma riducono rischio'

  • Scritto da Fm

Il Tar Lombardia conferma validità dell'ordinanza sul gioco di Milano evidenziando che i limiti orari non eliminano Gap ma ne riducono il rischio.

“Osserva il Collegio che l’idoneità dell'atto impugnato a realizzare l'obiettivo perseguito deve essere valutata tenendo presente che la sua finalità non è quella di eliminare ogni forma di dipendenza patologica, che a ben vedere, può trovare origine in altri giochi leciti, come il lotto, il superenalotto, i giochi on line, ecc. (Tar Veneto, n. 434/17 cit.), ma solo quello di prevenire, contrastare e ridurre il rischio di dipendenza patologica derivante dalla frequentazione di sale da gioco o scommessa e dall'utilizzo di apparecchiature per il gioco”.

Lo evidenzia il Tar Lombardia nella sentenza con cui ha respinto il ricorso proposto da una società con attività di gioco contro l'ordinanza oraria emanata dal Comune di Milano.

 

Secondo i giudici, “le censure non possono essere condivise, con la precisazione che in ordine alla legittimità dello specifico atto impugnato, il Tribunale si è già espresso con sentenza n. 1805/2015 e con sentenza n. 495/2019, a fronte di censure del tutto omogenee a quelle dedotte con il presente gravame e, per contro, non sono stati allegati elementi di fatto o di diritto che inducano a discostarsi dalle citate decisioni”.
Neppure con “le acute ed articolate considerazioni contenute nel parere pro veritate reso da un celebre psichiatra volte a comprovare l’inadeguatezza della riduzione degli orari di apertura degli esercizi, ai fini del contrasto alla ludopatia”, si legge nella sentenza, visto che “la giurisprudenza oramai unanime è tuttavia assestata nel ritenere che un'illimitata o incontrollata possibilità di accesso al gioco, accresce oggettivamente il rischio di diffusione di fenomeni di dipendenza (C.S., Sez. V, 5.6.2018, n. 3382, Tar Veneto, Sez. III, 4.6.2018, n. 598, 3.5.2017, n. 434), risultando pertanto la misura adottata idonea allo scopo perseguito, consistente nella prevenzione, nel contrasto, e nella riduzione del gioco d'azzardo patologico”.
 
 
In conclusione, afferma il Tar, “benché la riduzione degli orari di apertura delle sale pubbliche da gioco sia solo uno degli strumenti attivabili a livello locale per la prevenzione delle ludopatie, affiancandosi ad altre misure, anche di carattere sociale e sanitario, che le autorità pubbliche, di volta in volta competenti, possono attivare per combattere il fenomeno, i provvedimenti impugnati sono idonei al loro scopo, incidendo sull’offerta del gioco d'azzardo, limitandone la fruibilità sul piano temporale, mediante uno strumento di carattere generale, che pone le condizioni per la sua riduzione (Tar Lombardia, Milano, Sez. I, 9.7.2018, n. 1669)”.
 
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