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Negro (As.Tro): 'Apprezzabile intervento assessore Regione Piemonte ma l'illegalità dilaga'

  • Scritto da Gt

Mario Negro, presidente onorario As.Tro, scrive all'assessore regionale piemontese Elena Chiorino, sulla legge anti gioco. 

Il presidente onorario di As.Tro Confindustria Sit, Mario Negro ha scritto alla dottoressa Elena Chiorino, assessore al Lavoro, Istruzione, Formazione professionale della Regione Piemonte. L’oggetto della missiva, ovviamente, è l’emergenza Covid-19 e la legge regionale che tanto sta facendo discutere anche in questi giorni.

As.Tro Assotrattenimento2007 – Confindustria SIT rappresenta gli operatori del gioco lecito e, in qualità di Presidente Onorario della stessa, mi rivolgo a Lei per lanciare un appello sullo stato delle aziende di gioco legale pesantemente colpite dagli effetti prodotti dalla normativa sul gioco e compromesse dall’emergenza sanitaria che sta attraversando trasversalmente il nostro Paese”, esordisce Negro.

E la lettera continua: “Abbiamo apprezzato il suo intervento nel corso della trasmissione Omnibus dello scorso 8 aprile dove ha sottolineato la necessità, soprattutto in questa fase emergenziale, di tutelare e sostenere le imprese e l’impegno della Regione Piemonte in questo senso che, attraverso la costituzione di un fondo per entrare nel capitale delle aziende in crisi, punta a difendere e sostenere il tessuto imprenditoriale piemontese, evitando la chiusura delle aziende e il rischio che diventino facile preda di infiltrazioni criminali per mancanza di liquidità. Segnalo - prosegue Negro - a questo proposito, come le imprese del settore -strette in uno stato di crisi già prima dello scoppio dell’emergenza Covid-19, stiano rischiando un grave ed irreversibile collasso economico-finanziario, oltre che occupazionale. A preoccupare in questa fase è, in particolare, la mancanza di una previsione di ripartenza: stando così le cose, è difficile immaginare un contenimento degli effetti economici sulle aziende del settore che rischiano la chiusura e le conseguenti ricadute sul fronte occupazionale”.

In Piemonte, tuttavia, quello che preoccupa di più è il fatto che, qualora venisse prevista una ripartenza del settore, al quadro nazionale già di per sé drammatico per le imprese di gioco, si aggiungerebbe un ulteriore elemento critico rappresentato dagli effetti prodotti dai divieti all’offerta di gioco previsti dalla Legge Regionale n. 9/2016: “La situazione in Piemonte è molto grave, come stiamo denunciando da oltre 3 anni: la previsione dell’applicazione retroattiva della Legge regionale 9/2016, pur non avendo fatto registrare alcuna diminuzione sulla raccolta di gioco (i dati Adm relativi al periodo 2016-19 evidenziano un aumento della raccolta complessiva pari a 421milioni di euro) ha determinato e continuerà a determinare conseguenze devastanti sulla tenuta delle imprese del gioco legale del Piemonte e sul relativo bacino occupazionale. La Cgia Mestre - cita Negro - nel rapporto sugli effetti della L. 9/2016 presentato lo scorso ottobre 2020, ha prudenzialmente stimato che l’applicazione retroattiva del c.d. “distanziometro” ha già comportato la perdita di 1.700 posti di lavoro. Questo dato non tiene ancora conto delle perdite occupazionali che riguarderanno le sale da gioco e le sale scommesse, la cui chiusura coatta, iniziata nel maggio 2019, entrerà pienamente a regime quest’anno: per tale settore la CGIA Mestre prevede che l’applicazione del “distanziometro” metterà seriamente a rischio ulteriori 1.738 posti di lavoro. Gravi sono anche le conseguenze sulla salvaguardia della legalità”.

La Cgia Mestre, sulla base dei dati della Guardia di Finanza, ha sottolineato una preponderante riemersione del gioco illegale su tutto il territorio regionale, evidenziando che i soggetti verbalizzati per violazione delle normative che disciplinano l’offerta di gioco sono passati dai 284 del 2016 a 799 nel 2019, con un incremento del 181%. Il tasso di positività dei controlli è tendenzialmente in crescita così come è in forte crescita, rispetto al 2016, il numero degli apparecchi sequestrati.

“Ad ulteriore conferma che l’inibizione dell’offerta legale di gioco determina lo spostamento della domanda verso l’offerta illegale  prosegue il presidente onorario As.Tro - vi sono le dichiarazione rilasciate alla Commissione Parlamentare Antimafia  dal direttore della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dottor Marcello Minenna, il quale ha lanciato l’allarme che durante l’anno 2020 (nel corso del quale le attività di gioco mediante apparecchi e la raccolta delle scommesse sono rimaste chiuse, a livello nazionale, per circa nove mesi)  ‘il volume di gioco illegale ha superato i 20 miliardi di euro. Una cifra colossale che di colpo fa indietreggiare l’Italia a 20 anni fa’.

Alla luce di queste evidenze, è chiaro il fallimento della legge regionale del Piemonte e dei divieti imposti dalla stessa al gioco legale: sino ad oggi la Regione Piemonte, senza far registrare risultati positivi in termini di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo – che resta l’obiettivo cardine della legge regionale-, ha semplicemente adottato politiche volte alla cancellazione delle aziende di gioco”.

E il finale: “In ragione di ciò, si manifesta l’immediata disponibilità a qualsiasi forma di confronto a livello istituzionale sui temi legati, non solo all’emergenza in atto, ma che investano anche le ripercussioni sulle aziende piemontesi dei divieti imposti dalla Legge Regionale n.9/2016: se non si interviene tempestivamente il rischio che si correrebbe sarebbe consegnare l’offerta di gioco nelle mani delle infiltrazioni criminali e abbandonare le aziende piemontesi al fallimento con tutte le ripercussioni sul fronte occupazionale”, conclude Mario Negro.

 

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