Parchi divertimento fuori dall’e-commerce, Misiani (Pd) bacchetta il Governo

Scritto da Fm

Il senatore Misiani (Pd) interroga i ministri dell’Economia e delle finanze e del Turismo sull’esclusione dei parchi divertimento dall’e-commerce turistico globale.

L’esclusione di fatto dei parchi da intrattenimento italiani dai circuiti dell’e-commerce turistico globale, a fronte di concorrenti europei che vi operano senza vincoli, rappresenta un danno economico diretto per le imprese del settore e un connesso minor gettito per l’Erario.

A segnalarlo ai ministri dell’Economia e delle finanze e del Turismo è il senatore Antonio Misiani (Partito democratico), firmatario di un’interrogazione ad hoc su un’annosa questione.

Misiani chiede ai due ministri quali iniziative, per quanto di rispettiva competenza, intendano assumere per escludere il comparto dei parchi di divertimento dagli obblighi derivanti dal  Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 (legge 232/2016) e per consentire la vendita dei biglietti d’ingresso ai parchi sulle principali piattaforme internazionali, attraverso le quali milioni di turisti stranieri pianificano e prenotano le proprie attività di svago nel nostro Paese.

Inoltre, il senatore dem interpella i vertici del Mef e del Mitur per sapere “se abbiano avviato o intendano avviare una verifica formale della compatibilità della normativa italiana con il principio del ‘paese d’origine’ di cui alla direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico e quali iniziative intendano assumere al fine di prevenire l’apertura di una procedura di infrazione a carico dell’Italia”.

I RILIEVI DI ASSOPARCHI

Sulla tematica si esprime AssoParchi, evidenziando come i parchi permanenti, classificati come luoghi di pubblico spettacolo ai sensi del Tulps, siano stati ricondotti alla disciplina sulla biglietteria automatizzata pensata per il secondary ticketing degli eventi dal vivo.

“Un fenomeno che con i parchi non ha nulla a che vedere”, secondo l’associazione.

L’effetto è l’esclusione del comparto dall’e-commerce turistico globale. Per via dei commi 545 e 545-bis della legge 232/2016 e dei provvedimenti dell’Agenzia delle entrate, “le nostre imprese non possono vendere i biglietti sulle grandi piattaforme internazionali come GetYourGuide, Viator e Klook, dove milioni di turisti stranieri prenotano le proprie visite”, sottolinea AssoParchi.

Invece, i concorrenti europei vi operano senza vincoli, con un danno per le imprese e un minor gettito per l’Erario.

CHIESTA LA PROCEDURA DI INFRAZIONE PER L’ITALIA

La Commissione europea aveva già rilevato nel gennaio 2024 il contrasto della normativa italiana con la direttiva 2000/31/CE e con il principio del Paese d’origine.

A oltre due anni di distanza nulla è cambiato, e il 22 maggio 2026 una nuova interrogazione europea, la E-002124/2026, ha chiesto l’apertura di una procedura di infrazione.

AssoParchi chiede da anni, inascoltata, ai Ministeri competenti di escludere il settore dagli obblighi dei commi 545 e 545-bis e rivedere la disciplina delle biglietterie, del 2001.

“Aprire all’e-commerce internazionale, in vista di quello agentico, non abbassa le tutele e restituisce a un’industria strategica la possibilità di competere e crescere in un contesto normativo aggiornato”, conclude l’associazione.




Crediti fotografici © Antonio Misiani – Pagina Facebook ufficiale