Pareschi (AssoParchi): ‘Investimenti, ma serve Iva al 5% come in UK’

Scritto da Daniele Duso
Riparte la stagione dei parchi divertimento, e AssoParchi chiede misure fiscali per sostenere domanda e occupazione.

Assoparchi annuncia la partenza dell’estate dei parchi divertimento italiani con il lungo ponte del 2 giugno. I grandi parchi acquatici riaprono a pieno regime, offrendo adrenalina, relax, spettacoli e benessere. Le imprese del settore puntano su qualità dell’esperienza, sicurezza e accessibilità, nonostante costi energetici e inflazione rendano più complesso mantenere un posizionamento competitivo.

AssoParchi sottolinea che i parchi hanno scelto di contenere i prezzi dei biglietti e investire in servizi e promozioni. Una strategia che punta a sostenere la partecipazione delle famiglie e a valorizzare un comparto sempre più centrale nell’offerta turistica nazionale.

PARCHI ACQUATICI SEMPRE PIÙ IMMERSIVI E TEMATIZZATI
Negli ultimi anni i parchi acquatici italiani si sono trasformati in vere oasi immersive, seguendo il modello dei water theme park internazionali. Spazi più vivibili, scenografici e accoglienti, servizi potenziati e ambientazioni curate offrono un’esperienza che va oltre scivoli e piscine con onde.

Il trend coinvolge oltre 100 parchi acquatici, 60 dei quali rappresentati da AssoParchi, e si estende anche ai parchi a tema, dove le aree acquatiche stanno diventando veri “parchi nei parchi”. Secondo l’Osservatorio AssoParchi, la prima motivazione di scelta è la presenza di aree relax e benessere, seguita da ambientazioni immersive e spazi per bambini.

PARESCHI: “SETTORE COMPETITIVO, MA SERVE SOSTEGNO”
Il presidente di AssoParchi, Luciano Pareschi, evidenzia la solidità del comparto. “Il settore arriva a questo appuntamento con un’offerta che non ha nulla da invidiare ai migliori parchi europei”, afferma. Le imprese hanno continuato a investire nonostante costi energetici e inflazione. I primi mesi dell’anno sono in linea con il 2025 per i parchi tematici, mentre la stagione acquatica è appena iniziata.

Pareschi sottolinea che molte famiglie scelgono mete di prossimità e che i parchi hanno deciso di contenere i prezzi. “È una scelta industriale, ma anche sociale”, aggiunge, richiamando l’importanza di accessibilità e inclusione.

LA RICHIESTA DI UNA IVA RIDOTTA PER SOSTENERE LA DOMANDA
AssoParchi chiede da tempo un intervento del Governo per sostenere il settore, in particolare attraverso la riduzione dell’Iva sui biglietti. La Gran Bretagna ha recentemente abbattuto l’imposta al 5 percento per i mesi estivi, includendo parchi divertimento, zoo, musei e attrazioni.

Il direttore Maurizio Crisanti aggiunge che “la scelta britannica dimostra che la leva fiscale può sostenere l’accessibilità dell’offerta turistica, culturale e ricreativa”. Ridurre l’IVA significa favorire la domanda interna, sostenere l’occupazione stagionale e generare benefici per i territori. Una misura che, secondo AssoParchi, avrebbe effetti immediati su consumi e partecipazione.

UN SETTORE CHE VALE MILIARDI E GENERA OCCUPAZIONE
Il comparto dei parchi divertimento comprende oltre 400 strutture tra parchi a tema, acquatici, faunistici e avventura. La sola vendita dei biglietti genera 350 milioni di euro di fatturato, con 21,1 milioni di visitatori certificati Siae e 25.000 posti di lavoro diretti. L’indotto complessivo raggiunge 8 miliardi di euro, con circa 60.000 posti di lavoro.