Cinque dossier al Parlamento Europeo: SAPAR porta la rete terrestre a Bruxelles

Scritto da Beatrice Quaranta
European Parliament chamber in Brussels with curved blue seats and official atmosphere
Il presidente Sergio D’Angelo e il vicepresidente Patrizio Perla hanno portato il 14 luglio 2026 al Parlamento Europeo di Bruxelles cinque dossier sul futuro della rete terrestre italiana, dal riordino delle concessioni all’illegalità transfrontaliera online.

SAPAR ha fatto il suo ingresso nel dibattito istituzionale europeo. Il 14 luglio 2026 il presidente Sergio D’Angelo e il vicepresidente vicario Patrizio Perla si sono recati al Parlamento Europeo di Bruxelles per una serie di incontri con esponenti della maggioranza europea, portando all’attenzione delle istituzioni comunitarie le questioni più urgenti legate al riordino del gioco fisico italiano.

La scelta di Bruxelles non trasferisce all’UE la responsabilità politica della riforma – che resta in capo al Governo e al legislatore italiano – ma colloca le difficoltà degli operatori della rete terrestre in una cornice più ampia, legata al mercato unico, alla sostenibilità delle piccole e medie imprese e alla crescita di un’offerta digitale senza frontiere fisiche.

I CINQUE DOSSIER

Il primo tema affrontato è stato il riordino partecipato della rete terrestre. Il D.Lgs. n. 41 del 25 marzo 2024 ha avviato la riforma a partire dal gioco online, ma apparecchi, scommesse e bingo attendono ancora una disciplina organica. Per SAPAR, qualsiasi intervento deve coinvolgere anche i gestori – la figura collocata tra il concessionario e l’esercente – e non limitarsi al dialogo tra ADM, grandi concessionari e istituzioni territoriali.

Sul fronte concessioni, D’Angelo ha espresso preoccupazione per un futuro bando che, nella valutazione dell’associazione, risulterebbe più oneroso rispetto alle procedure del 2004 e del 2011, rischiando di marginalizzare soggetti che per decenni hanno contribuito a generare oltre la metà delle entrate erariali del comparto. La posizione di SAPAR è che il valore economico di una gara non si misuri soltanto sul prezzo d’ingresso, ma sulla sostenibilità della raccolta nell’intero periodo concessorio.

Il terzo dossier riguarda l’illegalità transfrontaliera nel canale digitale. La regolamentazione europea del gioco resta frammentata – nessuna legislazione settoriale unica UE – e gli operatori non autorizzati sfruttano questa assenza per spostarsi rapidamente da un Paese all’altro. Il tema si intreccia con gli strumenti di contrasto previsti dalle direttive antiriciclaggio, sui quali è utile considerare l’evoluzione del Regolamento AMLR in ambito gioco.

Sulle dipendenze, D’Angelo ha evidenziato una frammentazione difficilmente governabile: nell’UE coesistono 27 sistemi normativi distinti su autoesclusione, limiti di deposito, pubblicità e formazione del personale. La raccomandazione della Commissione europea del 2014 sulla protezione dei consumatori nei servizi di gioco online è non vincolante e non ha eliminato questa disomogeneità. Il dibattito è anche al centro della proposta di eurodeputati S&D per una regolamentazione europea del gioco online.

Il quinto punto ha riguardato gli apparecchi senza vincita – videogiochi, simulatori, gru, ticket redemption – che SAPAR propone come potenziale laboratorio per un’armonizzazione europea più agevole, proprio perché privi di premi in denaro. In Italia, afferma D’Angelo, il parco macchine risulta vetusto per via di una normativa costruita nei primi anni Duemila, mentre altri Stati membri operano con quadri regolatori più agili.

Carnival Wheel arcade ticket redemption game with colorful design and ticket display.

PROSSIMI PASSI

SAPAR si impegna a inviare nelle prossime settimane un documento tecnico sullo sviluppo del mercato europeo degli apparecchi da intrattenimento e prevede un secondo incontro a Bruxelles entro fine 2026. Sul versante nazionale, mentre l’associazione porta il dossier in sede europea, le associazioni familiari presentano al Governo le proprie proposte sul riordino della rete terrestre, segnalando la molteplicità degli interlocutori con cui il legislatore italiano dovrà confrontarsi.

Crediti fotografici © SAPAR