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Roberto De Ioris (Aiv): 'Intelligenza artificiale nel lavoro, cambia il modello culturale"

17 novembre 2023 - 13:20

Roberto De Ioris (Accademia italiana videogiochi) analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale nel lavoro in audizione alla commissione Lavoro della Camera dei deputati.

Scritto da Carlo Cammarella
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Quali sono gli impatti dell’intelligenza artificiale nel mercato del lavoro? Come sta cambiando il mondo alla luce delle ultime grandi innovazioni?

Sono questi alcuni dei temi trattati nella seduta del 16 novembre della commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati, nel corso delle audizioni svolte nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul rapporto tra Intelligenza artificiale e mondo del lavoro.

Tra i relatori Roberto De Ioris, programmatore e docente dell’Accademia italiana videogiochi, analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale partendo da alcuni fatti reali. “In veste di docente di Aiv sono nel mondo dell’intrattenimento e come avrete sentito gli attori di Hollywood sono stati in sciopero per diversi mesi perché le intelligenze artificiali generative hanno creato una serie di problemi che non erano prevedibili. Nel giro di pochissimi mesi è stata praticamente stravolta un’intera industria; questo perché abbiamo sempre dato per assodato che la creatività umana o l’umano in sé che fa un’opera come attore fosse insostituibile e allo stesso tempo rappresentasse il valore intrinseco dell’opera.”

A quanto pare – prosegue De Ioris - è cambiato anche il modello culturale, io sono cresciuto in un’epoca in cui si va a vedere un film perché c’è un attore che piace e vederlo all’opera spesso mi fa decidere se il film mi è piaciuto o meno. Evidentemente se le nuove catene di produzione non applicano lo stesso modello di valori, sostituire un attore con un attore digitale sembra avere lo stesso valore, al punto tale che lo sciopero degli attori e sceneggiatori di Hollywood è andato avanti per molti mesi. Questo fa intuire quanto non ci fosse un’urgenza da parte delle grandi major di risolvere il problema in modo repentino.”

Le tematiche da affrontare riguardano anche il settore del gaming, dell’intrattenimento e anche del serious game, ovvero i sistemi di simulazione compresi quelli militari. E anche qui si riscontrano tantissime problematiche, spesso etiche. L’analisi in questo caso parte da un esempio pratico: “C’è una start up in India che ha creato il suo modello di business sul ricostruire corpi umani specifici per il mondo asiatico perché tutti i modelli che ci sono attualmente sono stati improntati su americani, con un certo tipo di corporatura. Portare quei modelli nel mondo asiatico gli dava risultati completamente diversi. Questo dal punto di vista di una macchina non è particolarmente interessante, ma pensate al giorno d’oggi.”

“Se ci trovassimo davanti a uno studio che discrimina in funzione del corpo di una persona, dove addirittura i modelli statistici che abbiamo sono completamente sbagliati, perché li abbiamo allenati su qualcosa che oggi riteniamo culturalmente rilevante, dobbiamo tenere presente che oggi viviamo in un contesto in cui diamo lo stesso valore a tutti gli umani indipendentemente da dove siano nati. Da questo punto di vista le intelligenze artificiali sono spesso razziste, perché allenate su fonti di dati scelte da terzi, non su tutto il mondo.”

Tra gli aspetti fondamentali non manca anche quello educativo. A proposito De Ioris sottolinea: “Dobbiamo preparare gli studenti ad affrontare queste nuove opportunità perché come educatori dobbiamo far vedere le cose come tali e non come minaccia. Avendo un background come imprenditori ogni volta che cambia qualcosa ci sforziamo di vederlo come un’opportunità, cosa che cerchiamo di trasmettere anche agli studenti.”

Una soluzione pertanto è quella di “allenare i bambini e gli studenti a ragionare in modo statistico, capire cosa sarà la statistica; sarà un aspetto cruciale per permettergli poi di affrontare e capire quando è bene utilizzare strumenti di intelligenza artificiale di questo tipo e quando è meglio starne alla larga.”

Tornando allo sciopero di Hollywood, ora rientrato grazie ad un accordo fra attori e Studios, il fatto che le macchine stiano sostituendo l’uomo, sebbene con una certa lentezza nel mondo dell’intrattenimento visivo “evidentemente è un problema culturale perché siamo troppo focalizzati su quello che è il risultato finale. Se a me basta vedere la faccia dell’attore totalmente slegato dalla sua interpretazione forse non sono stato educato ad apprezzare la recitazione", rimarca l'esponente dell'Aiv. "Quindi se vogliamo tutelarci nel lungo termine, bisogna investire molto sull’aspetto culturale”

Ultimo tema importante analizzato da De Ioris è quello degli ammortizzatori sociali: “Sono d’accordo che nel futuro ci sarà meno bisogno di operai e in realtà siamo vicini a questo momento storico. Siamo sicuri che a livello etico a una persona che fa questo lavoro da trenta anni stiamo facendo qualcosa di culturalmente accettabile? In una società che si è sviluppata per secoli sul lavoro manuale, non possiamo sperare che dall’oggi al domani le persone si possano spostare su un lavoro che ha un valore più cognitivo. Credo che non ci sia soluzione alternativa agli ammortizzatori sociali per aiutare nel breve termine persone che non hanno strumenti per aggiornarsi e per rendersi competitive su un mercato che sta cambiando velocemente”.

 

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