Videogiochi partendo da argilla e foglie? Uno studio indie dimostra che si può

Mentre i grandi studi videoludici spingono i confini del fotorealismo lo studio indie svedese Räfven Studios riscopre che la tecnologia moderna può sbloccare anche approcci più artigianali.
Scritto da Dd

In un'epoca in cui l'industria dei videogiochi spinge costantemente verso i confini del fotorealismo digitale e l'intelligenza artificiale diventa sempre più onnipresente, emerge una controtendenza affascinante che riporta l'integrità del mondo fisico sullo schermo. Al centro di questo movimento c'è Räfven Studios, uno sviluppatore indipendente svedese che ha scelto di abbandonare la creazione puramente virtuale per costruire il proprio mondo di gioco, Räfven, partendo da elementi naturali e materiali tattili.

Invece di limitarsi a software di modellazione, l'art director e scultrice Ewelina Hedlund trae ispirazione e materia prima direttamente dalle foreste svedesi. La natura non è solo un riferimento visivo, ma entra fisicamente nel gioco: foglie autunnali dai colori vivaci diventano i capelli del protagonista Björk o le piume di un guardiano gufo, mentre pezzi di corteccia vengono utilizzati per creare texture realistiche.

Hedlund utilizza persino argilla blu raccolta in spiagge isolate per plasmare modelli più grandi, apprezzando la "finitura grezza" che questo materiale offre. Questo approccio permette di incorporare nel gioco elementi che conservano l'impronta umana, rendendo visibili "le impronte digitali e le trame dipinte a mano" che conferiscono al titolo un fascino unico.

Nonostante si possa pensare che un processo artigianale sia più lento, Hedlund sostiene il contrario. Per la sua esperienza, lavorare a mano è l'approccio più rapido, poiché replicare digitalmente l'estetica di materiali come schiuma, cemento, filo metallico e argilla richiederebbe molto più tempo. Il flusso di lavoro prevede la creazione fisica dei modelli, che vengono poi dipinti a mano e fotoscansionati per essere inseriti in Unity, il software di sviluppo del gioco. Questo metodo non è solo una scelta estetica, ma un beneficio per la salute della creatrice: allontanarsi dallo schermo per scolpire e cercare materiali all'aperto aiuta a combattere la rigidità e il senso di svuotamento che derivano dal lavoro prolungato al computer.

L'ispirazione per questo metodo "tattile" affonda le radici nella passione di Hedlund per i film in stop-motion (come Coraline) e per titoli poetici come Shadow of the Colossus. C'è anche una forte componente architettonica: Hedlund applica i principi dell'architettura nel game design per creare spazi che guidino l'esperienza emotiva del giocatore. Hedlund paragona questa fase al movimento Arts and Crafts nato durante l'industrializzazione delle città: "Credo che i media fatti a mano diventeranno sempre più importanti in un'epoca in cui l'IA occupa sempre più spazio. Le persone vogliono vedere cose fatte da persone reali".