Il dramma del conflitto israelo-palestinese colpisce (anche) i player e il poker live

Un giocatore rimasto ucciso nel rave sotto l'attacco di Hamas, un altro costretto a sfuggire ai missili in Israele e tanti bloccati in patria o chiamati dall'esercito, ecco le conseguenze della guerra in Palestina sul poker.
Scritto da Cesare Antonini

Foto Pokernews

Tra i 260 ragazzi uccisi durante il rave del 7 ottobre al confine tra Israele e la striscia di Gaza, ci sarebbe anche Omri Ram, poker player e coach della Israeli Poker Academy dal 1017 al 2019 e con recenti risultati centrati online. Mentre un altro player, Alon Eldar, ha visto cadere un razzo ad appena un km da lui e sta correndo almeno una volta al giorno nei bunker per evitare di essere colpito dai bombardamenti di Hamas. 
Abbiamo già visto come i poker player hanno commentato la crisi di Gaza e le opinioni sono lecite anche se spesso risultano stucchevoli e forse anche poco necessarie alla causa. E sono in tanti ad essere rimasti intrappolati nel conflitto: molti sono rimasti in patria, alcuni saranno stati anche richiamati dall’esercito come riservisti e altri saranno anche morti. È il minore dei problemi ma ne stanno risentendo anche alcuni tornei in Europa che spesso possono contare su grandi gruppi di player che si spostano in massa, 250-300, producendo anche 2 buy in e mezzo a testa in alcuni eventi.