Poker face: Crowe si arrende: ‘Covid nella troupe, stop alle riprese’

L'attore e regista Russell Crowe conferma che la produzione del film 'Poker face' è stata sospesa dopo un caso positivo di Covid-19 tra i membri della troupe.
Scritto da Redazione

Poker face: Crowe si arrende: 'Covid nella troupe, stop alle riprese'

 

 

Alla fine anche Russell Crowe si è arreso al Covid.

Dopo la decisione di non fermare le riprese circa due settimane fa, nonostante l’imperversare della pandemia in Australia, il popolare attore è stato costretto a chiudere il set del film “Poker face”, dopo un caso di positività registrato all’interno della sua troupe.

A darne notizia la stessa star, in veste di regista e protagonista della pellicola, nei panni di un miliardario appassionato di poker e tecnologia, che vanta nel cast anche Liam Hemsworth e Elsa Pataky e dovrebbe uscire nel 2022.

“Sfortunatamente a sei giorni dalla fine delle nostre riprese abbiamo avuto un caso di Covid confermato tra il nostro equipaggio e un secondo possibile positivo in fase di ulteriori indagini da parte del nostro team”, scrive, ricordando che “sono stati seguiti protocolli rigorosi, con il cast e la troupe sottoposti a test tre volte a settimana negli ultimi tre mesi. Speriamo che questa situazione venga limitata e che possiamo tornare operativi molto presto”.
Per la sicurezza di tutti e della comunità in generale, la produzione è stata immediatamente sospesa e tutti sono stati invitati a isolarsi mentre si esamina la situazione.
Un portavoce del distretto sanitario locale di South Eastern Sydney, la zona dove si stavano svolgendo le riprese di “Poker face” al momento dell’interruzione della lavorazione, ha affermato che il contagio – che si ritiene sia avvenuto nella comunità locale – interessa in un membro della troupe che lavorava a Barangaroo il 30 agosto.
Il lavoratore non è stato vaccinato e ha lavorato per diversi giorni mentre era infetto“, fa sapere.
“La produzione è stata temporaneamente interrotta mentre l’Unità di sanità pubblica lavora con la società cinematografica per identificare i contatti sul posto di lavoro e fare riferimento per i test e la quarantena come indicato”.
 
La produzione di Crowe era stata criticata dal deputato della città australiana di Kiama, Gareth Ward, secondo il quale si era presa “totalmente beffa degli ordini di sanità pubblica. La gente non può vedere la famiglia e gli amici, i funerali sono limitati a 10 persone, ma a quanto pare la produzione di film di ‘A-listers’ è essenziale”.