Doug Polk, il comune di Farmers Branch blocca l’espansione del poker in live in Texas
Evidentemente il business del poker live in Texas deve andare a gonfie vele. Tuttavia Doug Polk dovrà accontentarsi della sua poker room The Lodge perché il tentativo di aprire un’altra casa da gioco nel sobborgo di Farmers Branch di Dallas è stato respinto all'inizio di questa settimana. La scorsa settimana il consiglio comunale ha votato contro una proposta per consentire l'accesso ai club di poker.
Se a Round Rock due anni fa era andato tutto bene, il suo piano di espansione delle cardroom a suo nome ha incontrato un primo ostacolo e per ora dovrà rimanere lì con il suo club The Lodge che pare abbia preso già piede anche grazie a tanta pubblicità che arriva dallo stesso Polk e da uno streaming cresciuto assai rapidamente.
Polk ha parlato con il consiglio comunale sperando di far capire come ormai un’apertura di una room sia inevitabile: "Ci sono giocatori di carte in tutta la città oggi, intendo dire quindi che un’eventuale apertura non danneggerebbe il tessuto della comunità", ha detto Polk al consiglio, secondo alcune fonti intercettate da PokerNews.
Tutto finito, no definitivo o Doug tornerà alla carica? Ancora non sono chiare le intenzioni del player, vlogger e ora anche imprenditore e organizzatore di poker live.
Tuttavia pare che Polk abbia preso con calma il rifiuto e ha promesso che continuerà a cercare una città in cui aprire il suo prossimo club: “Voglio ringraziare tutti quelli che sono venuti stasera", ha osservato in seguito su X. “Molte persone sono venute e hanno parlato, apprezzo il sostegno al nostro concetto. Riconosco anche che molte persone che si sono espresse contro il tentativo di fare ciò che è meglio per la loro città. Nel complesso, erano rispettosi. Ci sono un sacco di persone fantastiche a Farmers Branch.”
Intanto in Texas si continua a giocare con profitto anche senza rake come previsto dalla normativa del Lone Star State. Le room funzionano più come club sociali dove i giocatori pagano quote simili a quelle che ci si potrebbe aspettare in un country club o in una palestra. Aspre le lotte legali ma per ora si continua a giocare. Anche perché il braccio di ferro con lo Stato è stato aspro e le spese legali, assolutamente ingenti, hanno convinto i burocrati a retrocedere. Almeno per il momento. Tregua o armistizio? Intanto si gioca.