Poker online in India: un raggio di speranza ma la strada del ritorno è ancora lunga

La Corte suprema dell'India apre uno spiraglio per i tornei basati sull’abilità ma ancora nessun via libera al gioco con denaro reale. Gli operatori restano cauti in attesa del 26 novembre.
Scritto da Redazione

Immagine generata con l'Intelligenza Artificiale

Il poker online in India, bloccato da agosto dopo il divieto generale sul gaming con denaro reale, torna a far parlare di sé. Una recente udienza alla Corte suprema ha infatti lasciato intravedere una possibile eccezione per i tornei basati sull’abilità, suscitando entusiasmo tra i giocatori. Gli esperti legali, però, frenano: nessun cambiamento concreto è ancora arrivato.

Durante un’udienza tenutasi il 4 novembre, un giudice ha osservato che le competizioni di abilità potrebbero non rientrare nel nuovo Federal Act che vieta i giochi online con denaro. Le osservazioni, però, erano orali, non vincolanti e riferite esclusivamente a tornei gratuiti, senza quota d’ingresso. Nessun documento ufficiale o sentenza ha dunque riaperto la porta ai tornei a pagamento.

UN SALTO INDIETRO – Da agosto, il settore del poker online indiano è di fatto paralizzato: piattaforme come PokerBaazi, PokerStars India, Adda52, Spartan Poker e Mpl Poker hanno sospeso ogni forma di gioco con denaro reale. Il blackout, ribattezzato dai media come il “Black Friday dell’India”, ha causato una forte contrazione del mercato, che era proiettato verso una crescita miliardaria entro il 2029.

Un altro nodo cruciale è quello fiscale: anche se la legge dovesse essere ridimensionata, il gioco online con denaro reale resta soggetto a un’imposta del 40 percento sulla Goods and services tax (Gst), una soglia che rende quasi impossibile operare in modo sostenibile.

La Corte suprema ha ora chiesto al Governo di presentare una control-affidavit ("dichiarazione di controllo", Ndr) dettagliata entro il 26 novembre, data che potrebbe segnare un punto di svolta nel dibattito. Fino ad allora, il poker con denaro reale resta illegale e sospeso. Curiosamente, la nuova legge non è ancora stata formalmente notificata, il che – almeno in teoria – lascerebbe spazio a una ripresa temporanea del mercato. Tuttavia, gli operatori preferiscono muoversi con prudenza in un contesto ancora ad alto rischio.

Nel frattempo, alcuni Stati, come per esempio il Karnataka, stanno valutando di introdurre proprie normative per distinguere i giochi di abilità da quelli di fortuna, ma il percorso legislativo è ancora agli inizi e non è chiaro se il poker sarà riconosciuto come gioco di abilità.

Per ora, i giocatori indiani devono accontentarsi dei tornei free-to-play e delle promozioni senza buy-in. Il ritorno del poker online a denaro reale in India, insomma, resta una partita tutta da giocare.