Claudio Di Giacomo: ‘Il poker, una grande passione ma non è un lavoro’
È senza dubbio l’eroe del momento e soprattutto uno dei top player italiani che in quanto a risultati ha lasciato davvero il segno. Per Claudio Di Giacomo, infatti, il 2025 fino ad ora è stato un anno davvero positivo ricco di soddisfazioni e soprattutto coronato dalla vittoria al Wsop Circuit di Rozvadov ma anche da tanti altri bei traguardi. A pochi giorni dall’ultimo successo Gioco News lo ha raggiunto per farsi raccontare come sta vivendo questo periodo, quali sono i suoi obiettivi e soprattutto come si è avvicinato ai grandi circuiti.
Quello che stai vivendo è senza dubbio un anno magico e lo dimostrano proprio i risultati. Cosa rappresenta per te innanzitutto la vittoria del ring?
“Il 2025 è stato senza dubbio un anno fortunato e anche se mi sono adattato al nuovo Hold’em non ho modificato il mio approccio al tavolo. Soprattutto gli ultimi mesi sono stati molto positivi a partire da agosto in cui ho vinto il Poker Circle Swiss Open e l’High Roller Senior nella tappa Ept di Barcellona. In seguito ho raggiunto i due tavoli finali a Rozvadov dove ho vinto anche il Wsop Circuit. Sono contento e speriamo vada avanti così, la vittoria è sempre importante perché anche se penso di non essere un fenomeno mi reputo un buon giocatore.”
Le ultime due esperienze a Rozvadov sono state probabilmente tra le più significative della tua carriera. Ti va di raccontarci alcuni dei momenti salienti che ti hanno portato a vincere?
“Sono state senza dubbio significative ma nel corso della mia breve carriera ho fatto tanti altri tavoli finali. Ho cominciato giocando i tornei giornalieri al casinò Campione che frequentavo il sabato o la domenica quando potevo andavo e ho cominciato a disputare i tornei importanti alla fine del 2012. Per quanto riguarda le Wsop Europe dove sono arrivato quinto ho partecipato grazie a un ticket vinto nel Wsop Circuit di gennaio e sono riuscito a passare subito il Day 1A. Il Day 3 e il Day 4 sono stati lunghissimi e abbiamo giocato per 15 o 16 ore, motivo per cui al penultimo giorno sono arrivato stanchissimo visto che si giocava fino ella tre e mezza di notte. Il tavolo finale è cominciato all’una e trenta e il giorno abbiamo dovuto ricominciare in otto player, mentre ne erano previsti sei. Ho dormito soltanto un paio d’ore e al tavolo finale sono crollato. Ho resistito fino a che ho potuto ma non sono riuscito a esprimermi al meglio. Diverso il discorso per il Wsop Circuit dove ci sono arrivato fresco perché il Day 2 e il Day 3 erano finiti alle 8 ed ero riuscito a riposarmi, cosa fondamentale quando si affrontano dieci o undici ore di gioco.”
Parliamo anche della tua carriera. Da quello che sappiamo il poker è arrivato quasi per caso nella tua vita? Ci racconti come hai cominciato?
“Come accennavo prima la mia storia con il poker è cominciata alle fine del 2010 quando raramente andavo a giocare i tornei giornalieri con buy in basso. Piano piano ho iniziato a disputare i multi day fino ad oggi che mi ritengo abbastanza fortunato dal momento che sono quasi 15 anni che gioco.”
Alla fine il poker è diventato un lavoro per te? E come ha cambiato la tua vita?
“Per me in realtà il poker non è un lavoro ma un hobby, un divertimento. Rimango sempre concentrato sul mio lavoro e se sono lontano da casa mi sento continuamente con i miei figli che gestiscono la mia attività quando non ci sono. La mia vita inoltre non è cambiata, viaggio solo un po’ di più ma avevo fatto la gavetta, lavorato tanto per il mio lavoro e ora ho un’età che mi permette di divertirmi con il poker. Ho una grande passione e mi piace stare al tavolo soprattutto quando ci sono stranieri perché gli italiani, e anche un po’ i francesi, commentano troppo le mani. Certo, tutto fa parte del gioco ma non mi piace quando si commentano le mani, specie se si parla di fortuna o sfortuna. Quando mi trovo ai tavoli preferisco sempre parlare di altro.”
Negli ultimi tempi hai vinto tantissimo. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
“Per quanto riguarda i miei prossimi obiettivi ho prenotato a Sanremo per l’altra tappa del Wsop Circuit, dove giocherò il main event dal 28 novembre, e poi sarà al festival di Praga per la tappa Ept.”
In ultimo cosa rappresenta il poker per te e che valori ti ha lasciato? Possiamo dire che sia anche una scuola di vita?
“Il poker come ho detto è una passione, ma è stata una scuola perché innanzitutto ti porta a stare con tanta gente e tanti stranieri. Inoltre è una buona occasione per parlare l’inglese che conosco poco e per imparare qualcosa. È un hobby che mi diverte molto, motivo per cui spero di fare un’altra intervista con un’altra vittoria al più presto.”