L’addio doloroso a Fabio Fracas, fisico quantistico appassionato di poker che scrisse le regole del ‘polacco’
Il poker e la scienza perdono fin troppo prematuramente, a soli 56 anni, Fabio Fracas aka Arthur McAdam, fisico di fama internazionale, docente universitario e appassionato di filosofia e di giochi, Texas Hold’em compreso. Una mente pazzesca di cui il mondo ha potuto beneficiare in tantissime sfaccettature perché la conoscenza e l’intelligenza abbracciano tutto lo scibile e prendono forma nei gangli più disparati della nostra esistenza. C’è il web e una banalissima Wikipedia per provare solo minimamente a comprendere quello che ha fatto il dottor Fracas nella sua vita. Noi, però, lo conoscevamo come Arthur McAdam, lo pseudonimo che amava darsi anche nella musica elettronica (qui qualche sua composizione geniale) e avevamo avuto modo di incontrarlo negli anni del boom del poker quando si giocava dappertutto e tutti si erano avvicinati all’Hold’em.
Prima di addentrarci nel “nostro” McAdam, la cronaca.
Purtroppo il suo cuore ha smesso di battere per un infarto nella sua casa a Montescudo di Rimini. La notizia è trapelata presto, ieri, 2 gennaio, e noi l’abbiamo appresa tramite le parole di Dario De Toffoli, suo collega esimio nel mondo dei giochi. “Ho appreso con dolore dell'improvvisa scomparsa, a 56 anni, dell’amico Fabio Fracas. Mi piaceva la sua ecletticità, dovuta a una mente aperta e curiosa. Era un fisico quantistico, ma si occupava anche di scrittura creativa, critica cinematografica, divulgazione, musica elettronica, filosofia e naturalmente di giochi, da quelli di ruolo al poker. Ricordo che mi ha salvato da un noiosissimo convegno insegnandomi il “poker polacco”, un ingegnoso sistema per giocare al dudo-perudo con le combinazioni del poker. Ci eravamo appena ripromessi di rincontrarci, per scambiarci qualche idea sul gioco, la vita e tutto quanto.”