India: nuova legge contro il gioco online, ma una petizione vuole ‘salvarlo’

Il governo indiano approva un disegno di legge per vietare il gioco online, ignorando le differenze tra gioco d'azzardo e di abilità e le proteste nate soprattutto dal settore del poker online.
Scritto da Dd

Sede del Parlamento indiano - Foto di A.Savin - Opera propria, FAL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49129197)

Nei giorni scorsi è partita anche la petizione online "Save Online Gaming in India – Say No to a Blanket Ban" per provare a far cambiare idea al governo indiano che ha approvato un nuovo disegno di legge, intitolato "The Promotion and Regulation of Online Gaming Bill 2025".

Il nuovo Ddl indiano potrebbe infatti mettere a rischio l'intero ecosistema del gioco online nel Paese, poker incluso. Il provvedimento mira a proibire l'offerta, la gestione e la partecipazione a giochi con vincita in denaro online, sollevando un'ondata di proteste da parte dell'industria.

L'iniziativa, come ricorda Poker.org, ripercorre il tristemente noto "Black Friday" del 2011 negli Usa, ma le conseguenze per l'India potrebbero essere ancora più gravi. Sebbene la struttura governativa indiana sia simile a quella americana, con un governo centrale e vari stati, e la regolamentazione del gioco sia tradizionalmente di competenza statale, il nuovo disegno di legge si impone a livello federale.

LA POSIZIONE DEL PARLAMENTO INDIANO – Il ministro indiano Ashwini Vaishnaw ha dichiarato che il disegno di legge adotta un approccio equilibrato, ma la comunità del poker non è d'accordo. "Il disegno di legge sulla promozione e la regolamentazione del gioco d'azzardo online del 2025 è stato approvato dal Parlamento", ha scritto sul suo profilo X. "Il disegno di legge adotta un approccio equilibrato: promuove ciò che è positivo e proibisce ciò che è dannoso per la classe media e i giovani." Il giocatore Nikhil Segel, membro del Player Advisory Board di Pokerorg, è convinto che la legge verrà approvata, nonostante le proteste. "I giocatori sono arrabbiati perché non ha senso che qualcosa che è stato classificato come un gioco di abilità… sia trattato come gioco d'azzardo", ha detto Segel, sottolineando che l'incomprensione del governo è dovuta anche a una mancata educazione al gioco.

LE AZIONI PRECEDENTI – Torna alla mente il precedente del 2023, quando il parlamento indiano aveva approvato con sorprendente unanimità un emendamento che prevedeva l'imposizione di una tassa del 28 percento sull'intero valore dei depositi effettuati dai giocatori su piattaforme di gioco online, casinò e scommesse ippiche. Le misure erano state approvate dalla Lok Sabha (la camera bassa del parlamento indiano) in soli tre minuti, e passate alla Rajya Sabha (la camera alta) in quattro minuti, senza alcuna discussione.

Inoltre, il nuovo codice penale indiano del 2024 ha reso le scommesse non autorizzate un reato punibile con pene detentive fino a sette anni e multe.

Tra il 2022 e il febbraio 2025, il governo ha bloccato più di 1.400 siti web e app di scommesse, e il Ministero dell'Istruzione ha diffuso avvisi a genitori e insegnanti per sensibilizzare sul rischio di dipendenza. Le autorità continuano a svolgere indagini sulle piattaforme illegali, coinvolgendo anche i giganti del web come Google e Meta in inchieste per riciclaggio di denaro.

INCERTEZZA E RISCHIO ILLEGALITÀ – Il timore più grande, secondo Segel, è che una proibizione totale non risolva i problemi, ma spinga i giocatori verso i siti "grigi" e non regolamentati, dove non ci sono tutele e i rischi sono maggiori. A differenza degli Usa, che avevano una forte tradizione di poker live a fare da "ammortizzatore" dopo il "Black Friday", l'India ha un ecosistema di poker che si è sviluppato quasi interamente online. Un divieto rischia di far regredire il settore di 15 anni o più, riportandolo a una piccola nicchia di appassionati.

La comunità del gioco online e del poker online, come anticipato, ha lanciato una petizione online (che al momento, 22 agosto, ha raccolto 4373 adesioni) per chiedere al parlamento di respingere o modificare il disegno di legge. L'appello, indirizzato ai membri della Rajya Sabha, sottolinea che l'industria offre lavoro a milioni di persone e che una proibizione totale non proteggerebbe i giocatori, ma li esporrebbe a siti non sicuri. "Regolamentate, non sradicate. Proteggete i posti di lavoro. Proteggete l'innovazione. Proteggete il gioco di abilità in India", conclude la petizione.