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Decreto fiscale, commissioni approvano tre emendamenti sul gioco

  • Scritto da Anna Maria Rengo

senatoLe commissioni Bilancio e Finanze del Senato, impegnate in sede referente dell'esame del decreto fiscale, hanno approvato nella seduta di questo pomeriggio tre emendamenti relativi ai giochi e tutti riferiti all'articolo 10. Si tratta dell'emendamento 10.4, del 10.5, del 10.7, presentati il primo e il terzo dal senatore del Pdl Giuseppe Valentino, il secondo dal senatore del Pd Giuliano Barbolini. Gli altri emendamenti sono stati accantonati o respinti. I provvedimenti riguardano la normativa antimafia e la tracciabilità dei pagamenti.

In particolare, quello del senatore Valentino si riferisce alla norma che estendeva i controlli antimafia anche ai parenti fino al terzo grado dei soggetti che intendono partecipare a gare per il rinnovo o il mantenimento delle concessioni: l'emendamento proponeva di sostituire le parole "nonchè ai parenti e agli affini entro il terzo grado" con le parole "non separato", in riferimento al coniuge del titolare della concessione.

 

L'emendamento presentato dal Pd, invece, obbliga tutte le figure operanti nella filiera del sistema gioco - "al fine di garantire obiettivi di massima trasparenza" - ad "effettuare ogni tipo di versamento senza utilizzo di moneta contante e con modalità che assicurino la tracciabilità di ogni pagamento". Relativamente alle modalità di versamento del Preu, il provvedimento demandava ai Monopoli di Stato "la facoltà di definire le procedure per cui le concessionarie provvedano ad elaborare e trasmettere i conteggi sul Preu a terzi gestori che provvedano a versarne le quote direttamente allo Stato".

In sede consultiva, la commissione Bilancio del Senato aveva in precedenza espresso parere contrario su alcuni emendamenti presentati dai senatori di diversi schieramenti sempre all'articolo 10, i quanto avrebbero comportato maggiori oneri. In particolare la proposta presentata dal senatore del Pdl Antonio Tomassini che prolunga al 2012 i benefici previsti dal decreto 185/2008 a favore dell'ippica; gli emendamenti presentati dal senatore leghista Roberto Mura che riguardavano l'introduzione di una diversa ripartizione della posta in gioco delle scommesse ippiche e che destinavano all'1,5% del prelievo erariale unico e l'80% dell'imposta sulle scommesse a quota fissa. Parere negativo anche alle proposte emendative 10.29, 10.31, 10.32, 10.33 e 10.35 presentate dal senatore del Pdl Stefano De Lillo: tra queste, anche il provvedimento che proponeva di abrogare le norme del Bet Exchange (le scommesse con interazione diretta dei giocatori), il cui regolamento tecnico era stato inviato a gennaio dai Monopoli di Stato a Bruxelles. Era invece passato indenne il primo vaglio l'emendamento 10.30, sempre a firma del senatore De Lillo, che mirava "ad abrogare le previsioni normative istitutive del poker live", in quanto si tratta di "un gioco ad elevata pericolosità sociale. Si suggerisce la soppressione della norma che ha introdotto tale gioco", in quanto la commissione ha espresso parere di nulla-osta su tutti i restanti emendamenti relativi all'articolo 10 per i quali non ha invece espresso parere contrario.

In sintesi, gli emendamenti respinti dalla commissione Bilancio erano stati il 10.21, 10.22, 10.29, 10.31, 10.32, 10.33, 10.35, 10.36 e 10.37.

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