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Spending review, sì del governo a tre odg sull’ippica, respinto quello di Barbato su Aams

  • Scritto da Anna Maria Rengo

camera vuotaTre accolti con riformulazione e uno respinto, ma non dopo un’accesa discussione. Il governo ha espresso parere favorevole sull’ordine del giorno Faenzi che “impegna il Governo – questa la formulazione originaria - a porre, nell'ambito del processo di riorganizzazione del comparto ippico, particolare attenzione all'attività agonistica, attraverso interventi mirati a sostegno dell'equitazione in considerazione delle elevate potenzialità socio-economico che esso riveste in coerenza con quanto suesposto”.

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Stessa sorte per l’ordine del giorno Nastri che “impegna il Governo a prevedere in tempi rapidi un intervento legislativo ad hoc al fine di una più efficiente razionalizzazione globale degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, dismettendo attività e strutture inutili ed eliminando sovrapposizioni e duplicazioni di compiti che determinano sprechi, inefficienze e sottoutilizzazione delle risorse umane impiegate” e così pure per quello che reca le firme di Brandolini, Oliverio, Zucchi, Agostini, Marco Carra, Cenni, Dal Moro, Fiorio, Marrocu, Mario Pepe (PD), Cuomo, Sani, Servodio, Trappolino e che “impegna il Governo ad avviare rapidamente un processo di riorganizzazione del compatto ippico assicurando, al contempo, le risorse necessarie per evitare la chiusura delle attività”. In tutti e tre i casi (come per la maggior parte degli ordini del giorno), il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, intervenuto nell’aula di Montecitorio che stava convertendo in legge il decreto sulla spending review, ha “espresso un parere favorevole con l'avvertenza di modificarli tutti nel senso di aggiungere le parole ‘nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica’ e sostituire le parole ‘impegna il Governo’ con le parole «invita il Governo a valutare l'opportunità di”. Una richiesta accolta da tutti i firmatari di questi tre ordini del giorno, e che era rivolta anche al deputato dell’Italia dei Valori Francesco Barbato e al suo emendamento. Barbato è però intervenuto in Aula “per ricordare che sull'Aams, l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, il Governo Prodi nel 2007 e il Governo Berlusconi nel 2011 avevano predisposto, con propri atti, la trasformazione in agenzia, perché ormai Aams ha un profilo industriale rilevante almeno per tre motivi: per il contrasto alle ludopatie, che stanno diventando un male sociale connesso; per avere un maggior controllo sugli assetti societari in ordine alle infiltrazioni criminali in questo settore, perché vi è una rete parallela; non ultimo, per essere attenti sul non creare danni erariali, perché sappiamo che da questo settore lo Stato ogni anno incassa circa 9 miliardi di euro, perché questa è ormai la più grande industria italiana. Per questa ragione, noi chiediamo che il Parlamento si esprima in tal senso, cioè se sia il caso di monitorare maggiormente questa operazione di fusione, che di per sé è stridentemente in contrasto con le diverse attività di Aams, con l'Agenzia delle dogane e se non sia il caso, in attesa della trasformazione che dovrebbe avvenire a dicembre 2012, di spostare più avanti, eventualmente, la fusione per incorporazione, visto l'importante ruolo che ricopre oggi l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, e quindi per dare un contributo serio...”. Barbato non ha dunque accettato la richiesta di riformulazione e chiesto che si voti l'ordine del giorno così com'è stato presentato, visto che vi era un precedente impegno del Governo...

E votazione è stata, nel prendere atto che il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Barbato nella sua formulazione originaria: l’odg è stato respinto con 415 voti contrari, 72 favorevoli e 9 astenuti.

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