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Legge Gap Lombardia, Regione: "Il 30 percento dei proventi statali deve andare ai Comuni"

  • Scritto da Francesca Mancosu

"Il prodotto è pronto e oggi andrà in Giunta". Queste le parole del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che stamattina, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati dei primi 100 giorni di governo della nuova giunta lombarda, ha annunciato ufficialmente l'approdo in Giunta della proposta di legge regionale sulla ludopatia. Confermato anche lo stanziamento di 50 i milioni di euro per il fondo della Regione Lombardia a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili, compresi i soggetti vittima di dipendenze come il gioco patologico.

A illustrare i capisaldi della legge è  l'assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi, incaricata dal presidente Maroni di coordinare, assieme agli assessorati alla Famiglia, al Commercio e alla Sicurezza, la sua redazione: "Chiediamo orari certi per lo spegnimento dei server a cui sono collegate le slot machine, un maggiore coordinamento a livello nazionale, lotta all'evasione degli operatori che si appoggiano a operatori esteri, controlli più accurati sui   circoli privati e sull'accesso al gioco da parte dei minorenni". L'assessore ha poi  chiesto l'intervento del Governo, per "bloccare l'uso dei bancomat che oggi consentono ai giocatori di giocare senza soldi e di prevedere che una parte – probabilmente il 30 percento - dei proventi raccolti in termini fiscali dallo Stato vengano restituiti ai Comuni, in modo che possano usarli per finanziare la prevenzione della ludopatia".

 

La Beccalossi ha poi ribadito: "La competenza della gestione di questo fenomeno sarebbe nazionale, ma siccome la regione Lombardia è ai primi posti per numero di sale, abbiamo deciso di intervenire, dando regole certe. Oltre alla legge regionale, presenteremo in Parlamento un testo di legge nazionale, chiedendo l'adesione bipartisan di tutti gli onorevoli eletti in Lombardia, perché la nostra regione non sia lasciata sola e finalmente si intervenga sul tema anche con un quadro legislativo nazionale".

Infine, Maroni ha concluso: "Abbiamo il dovere morale di legiferare sul tema, almeno negli ambiti di nostra competenza, sollecitando al tempo stesso l'intervento del Parlamento, e di segnalare un problema sul quale finora si è fatto troppo poco".

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