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Riorganizzazione giochi e decreto interdirigenziale ludopatia: Codacons denuncia i ritardi e chiede commissariamento

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Dopo il ricorso di fine 2013 e l'annuncio di una battaglia continua sul fronte della ludopatia, il Codacons torna alla carica presentando una ulteriore memoria – da intendersi anche come ricorso autonomo – presso il Tar del Lazio, nella quale chiede l'annullamento del Piano Nazionale elaborato elaborato dall'Osservatorio istituito presso il Dipartimento politiche antidroga, almeno “nella parte in cui non definisce una tempistica certa di intervento ed azione” e di tutti gli atti conseguenti. Chiedendo inoltre la “nomina immediata di un commissario” che diriga e pianifichi i lavori dello stesso Osservatorio. Secondo l'Associazione dei consumatori, in particolare, “non solo il piano d'azione nazionale rappresenta l'ennesima elusione da parte della Pubblica amministrazione di affrontare e risolvere una volta per tutte il fenomeno del gioco d'azzardo patologico ma, per altro verso, è emersa in modo chiaro ed inequivoco la volontà di almeno parte dell'amministrazione di adottare un provvedimento che nulla aggiunge e nulla concretamente dispone in punto di prevenzione e contrasto del fenomeno”.

 

LE VIOLAZIONI CONTESTATE - Non solo. Il Codacons evidenzia pure come, “di proroga in proroga, il termine di cui all'articolo 1 comma 70 della legge 220 del 2010 sia rimasto del tutto inattuato pur essendo spirato il fatidico 31 dicembre 2013”, data in cui era stato fissato il termine ultimo dal decreto milleproroghe. Per cui – spiega l'associazione – il decreto interdirigenziale deve essere tempestivamente e inderogabilmente adottato, non essendovi più alcun impedimento. E aggiunge che “l'aver disposto – addirittura con comportamento concludente – una ulteriore proroga dine die è un ingiustificato sconfinamento dell'esercizio del potere dell'amministrazione che ha di fatto annullato così ogni effetto ed efficacia non solo della precedente pronuncia del Tar ma prima ancora al recente strumento correttivo e propulsivo dell'azione della Pubblica amministrazione”.

Oltre a ciò, nel ricorso di chiede come possa l'Osservatorio “valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza grave se tale osservatorio non conosce – salvo alcuni e pochi suoi membri quali il Ministero della Salute e il Dpa – quali siano gli strumenti ad oggi in possesso e quelli che potrebbero essere adottati”.

 

LA BATTAGLIA DEL CODACONS – Il ricorso sopra descritto, depositato nella seconda metà di febbraio dall'organismo, rappresenta soltanto l'ultimo atto di una lunga serie di attività 'contro' il settore del gioco da parte dell'associazione dei consumatori, che nei giorni scorsi aveva presentato un ulteriore esposto nei confronti di tutti i concessionari che gestiscono gli apparecchi da intrattenimento.

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