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Consiglio Piemonte, Laus: 'Legge gioco, Chiamparino chiarisca'

  • Scritto da Redazione

Il presidente del Consiglio del Piemonte, Mauro Laus, chiede alla Giunta di riferire circa l'attuazione della legge sul Gap. Chiamparino in Aula il 21.

 

“Il mio compito non è entrare nel merito della legge sul gioco d’azzardo ma tutelare le prerogative del Consiglio regionale, che presiedo. Per questo chiedo alla Giunta di chiarire ogni nodo legato all’iter che ha portato alla richiesta di proroga da parte del Governo per quanto riguarda l’applicazione del provvedimento”.

Lo afferma il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Laus oggi, lunedì 20 novembre, in apertura della seduta della Quarta Commissione, presieduta dal consigliere Domenico Ravetti, alla presenza dell’assessore alla Sanità Antonio Saitta. Laus ha anche chiesto quale sia oggi la posizione della Giunta circa l'attuazione della legge per il contrasto al Gap, "dal momento che i fatti erano noti almeno da settembre".

Il presidente Sergio Chiamparino risponderà nella seduta di domani, 21 novembre.

 

Ripercorrendo l’iter articolato del provvedimento l’assessore Saitta dichiara che “il piano per il contrasto alla ludopatia previsto dalla legge regionale è in fase di attuazione: dal punto di vista operativo la Giunta regionale ha attivato un tavolo tecnico che si sta occupando del tema. Per quanto riguarda la Conferenza Stato-Regioni, l'intesa raggiunta non ha effetto retroattivo e quindi non modifica e non limita le leggi regionali approvate in precedenza”.
 
 
Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Marco Grimaldi (Sel), Giorgio Bertola, Gian Paolo Andrissi, Francesca Frediani (M5s) e Gian Luca Vignale (Mns) che, con sfumature diverse, hanno convenuto sulla necessità che nella seduta di domani il presidente della Giunta riferisca in Aula dal momento che la legge non solo non è stata impugnata ma i rappresentanti di alcune Regioni, nel corso della Conferenza Stato Regioni, avevano dichiarato l’intenzione di voler mettersi sulla sua scia.
La riunione è proseguita con l’illustrazione, da parte di Saitta, delle iniziative regionali relative al Piano nazionale delle cronicità, la cui discussione proseguirà nelle prossime sedute.
 
 
GARIGLIO (PD): "IN VIGORE FINO AD EVENTUALE MODIFICA" - A fornire qualche dettaglio a Gioconews.it sui 'movimenti' della politica piemontese circa l'attuazione della legge sul Gap è il segretario regionale e capogruppo Pd, Davide Gariglio. "Rispetto a quanto afferma il sottosegretario Pier Paolo Baretta circa la possibilità che si aprano procedimenti nei confronti degli amministratori piemontesi, che potrebbero dover rispondere delle mancate entrate, ricordo che i termini per impugnare legge erano pari a 60 giorni dalla sua pubblicazione e sono passati 18 mesi. Certe affermazioni quindi mi sembrano in ritardo, poi non esiste 'danno erariale' nel senso che c'è una legge che produce una diminuzione del gettito erariale come quella provocata dalla soppressione dell'Imu sulla prima casa, ma il danno erariale di solito è conseguente ad un illecito che in questo caso non c'è. In ultimo, nel 2012 il Governo ha varato il cosiddetto 'Decreto Balduzzi', con il quale si impegnava a fissare le distanze dai luoghi sensibili per combattere il Gap, e visto che dal 2012 ad oggi c'è stata l'inadempienza degli uffici ministeriali a riguardo si sono attivate le Regioni. A settembre, in Conferenza Unificata, è stata siglata un'intesa che fa salve le norme regionali più importanti fra qui quella del Piemonte: detto questo la legge è in vigore, pubblicata da 18 mesi, quindi resta in vigore a meno che la Giunta non faccia una legge diversa per cambiarla, se ci sono difficoltà di attuazione rispetto a quanto previsto o se ci correzioni da fare. Finché non c'è una proposta di modifica della Giunta, resterà in vigore quella attuale. Va chiesto a Chiamparino se ha intenzione di farla oppure no".  Gariglio poi ammette che al momento della scrittura della norma non si sapeva che la sua attuazione avrebbe impattato su circa il 98 percento del territorio, espellendo il gioco legale. "Non credo che sia stata fatta una quantificazione esatta delle ricadute" ma tale norma "è frutto di una logica tesa a cercare di ridurre le possibilità di gioco, poi che che questo provochi l'incremento delll'illegale è un'opinione discutibile. Per il futuro, più che altro, bisognerà intervenire su quello online, che avrà un ruolo sempre più forte, ma qui non abbiamo nessuna competenza, spetta allo Stato".
 
 
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