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Decretone alla volata finale, no a Odg su salute del giocatore

  • Scritto da Roberta Falasca

L'ordine del giorno sul gioco, presentato ieri alla Camera dal deputato Bond (Forza Italia), è stato dichiarato inammissibile.

Giornata finale, oggi 21 marzo, di permanenza alla Camera del decretone su reddito di cittadinanza e pensioni e delle sue disposizioni in materia di gioco, che non sono mutate nonostante i tentativi di modificarle sia attraverso emendamenti che ordini del giorno, che naturalmente non incidono sul testo, ma chiamano il governo ad assumere impegni in materia.

Nella seduta di ieri, mercoledì 20 marzo alla Camera, infatti, è stato dichiarato inammissibile l'ordine del giorno presentato da Dario Bond (Fratelli di Italia) numero 9/1637-AR/170 al decreto.

La presidenza non ha ritenuto ammissibile questo ordine del giorno, in quanto del tutto estraneo rispetto al contenuto del provvedimento, su reddito di cittadinanza e pensioni.
 
L'ordine del giorno di Bond affrontava “limitatamente al secondo impegno, volto ad autorizzare il direttore dell’Agenzia delle dogane ad emanare decreti attuativi a fini di salvaguardia della salute del giocatore”.
 
Questo il testo dell'ordine del giorno:
“Questo ordine del giorno – si legge nel testo - cerca in qualche maniera di applicare quello che il Governo, un po’ di tempo fa, nella legge finanziaria ultima, ha voluto introdurre, cioè la tessera sanitaria per le slot, per le macchinette con cui tanti purtroppo si rovinano nel giocare.
 
La tessera sanitaria, però, implica un adeguamento tecnologico, che, a conti fatti, equivale a 24 mesi di lavoro, implica una serie di trasformazioni di queste macchine, implica poi anche una serie di piccoli provvedimenti di adeguamento del sistema informatico, che in qualche maniera rinviano di fatto l’applicazione di questo importante provvedimento, che va in qualche maniera a tutelare le fasce deboli della popolazione che giocano magari senza tanta responsabilità.
 
Allora si chiede di delegare il direttore dell’Agenzia delle dogane a verificare effettivamente l’efficacia di questo provvedimento, di trovare delle soluzioni adeguate dal punto di vista tecnico, e di evitare che, come sempre accade, si faccia un provvedimento e non lo si applichi. Il rischio, poi - faccio lo stesso appello, sempre nell’ordine del giorno, al direttore dell’Agenzia delle dogane -, è che, con un provvedimento del 2017, si vada ad introdurre un meccanismo internazionale. Questo è gravissimo - e mi rifaccio anche alle considerazioni svolte anche in Commissione da altri colleghi, facendo un appello alla presidente della Commissione sociale, la dottoressa Pagano - perché si rischia di introdurre, magari con poca responsabilità, senza renderci conto, una brutta cosa, che è la liquidità internazionale condivisa. Che cos’è la liquidità internazionale condivisa? Ve lo dico, perché molti di voi sono sensibili: si va in qualche maniera a creare un montepremi internazionale, fra Paesi europei e non, molto elevato, e con un montepremi internazionale molto elevato si spinge ancor di più il gioco online dei nostri giocatori italiani, con una esasperazione ancora maggiore, con un rischio ancora di più sociale di giocarsi i propri risparmi, di rovinare delle intere famiglie.
 
Allora, l’appello al direttore delle dogane è, in qualche maniera, con riferimento alla ratifica del 2017 dell’accordo con 5 Paesi europei, di bloccarla per il momento, perché la liquidità condivisa internazionale potrebbe creare un effetto di esplosione dei giochi, non controllabile da nessuno, a casa, fintanto che qualcuno finisce tutto quello che ha, dei propri genitori o, magari, della propria famiglia, e mette a repentaglio proprio la stabilità intera del nucleo familiare.
 
Avere un montepremi molto elevato - ci sono delle statistiche importanti su questo - tende, in qualche maniera, a stimolare ancora di più questo effetto di malattia, come la chiamo io. Il deputato Novelli con le sue risoluzioni e interrogazioni durante la Commissione sanità lo ha messo in evidenza diverse volte, è malattia del gioco, dipendenza da gioco.
 
È un grave pericolo, io ho svolto proprio questo intervento per rendervi coscienti, tutti, del rischio che andiamo a correre; noi andiamo, e lo abbiamo messo anche per iscritto durante la legge finanziaria, a bloccare, in qualche maniera, a limitare la ludopatia, ma con questi provvedimenti andiamo invece ad esaltarla ancora di più. Ogni volta che un giocatore, un dipendente da gioco vede un montepremi più elevato, quel dipendente da gioco diventa ancora più dipendente dal gioco e, allora, Presidente, so che magari la materia non è interessante, però, attenzione, perché la bomba sta per scoppiare; volevamo limitare il gioco d’azzardo in tutte le sue dimensioni, invece, lo stiamo esasperando ancor di più”.
 

Il Governo ha chiesto il ritiro dell’ordine del giorno al decretone, presentato da Bond.

Ieri, l'Aula della Camera ha votato la fiducia al Governo in merito al decretone su reddito di cittadinanza e quota 100, che contiene disposizioni anche in materia di gioco.  I voti favorevoli sono stati 323, quelli contrari 247.
 
Nella mattinata di oggi, giovedì 21 marzo, è in programma il voto definitivo, poi il testo tornerà quindi al Senato in terza lettura. Il decreto dovrà essere convertito in legge entro il 29 marzo.
 
Queste tutte le disposizioni sui giochi:

IL CONTRASTO AL DGA - La card sul reddito di cittadinanza non si potrà usare per giocare, questo con la " finalità di prevenire e contrastare fenomeni di impoverimento e l'insorgenza del disturbo da gioco d'azzardo (Dga)", dispone l'articolo 5.

L'AUMENTO DEL PREU SULLE SLOT - Previsto inoltre un "ulteriore" aumento del Preu sugli apparecchi da intrattenimento, andando a sostituire quanto previsto dalla Manovra per il 2019, che prevedeva "solo" un inasprimento dell'1,35. "Al comma 1051 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, le parole 'di 1,35 per gli apparecchi di cui alla lettera a)' sono sostituite dalle parole 'di 2,00' per gli apparecchi di cui alla lettera a)”.

L'AUMENTO DEI CORRISPETTIVI - Aumenta anche il corrispettivo per il rilascio di titoli autorizzatori per gli apparecchi da intrattenimento, con la previsione di un versamento una tantum. Il testo dispone: "Il rilascio dei nulla osta di distribuzione previsti dall’articolo 38, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 ai produttori e agli importatori degli apparecchi e congegni da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, lett. a) del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 è subordinato al versamento di un corrispettivo una tantum di 100 euro per ogni singolo apparecchio. Per il solo anno 2019, il corrispettivo una tantum previsto dall’articolo 24, comma 36, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni ed integrazioni, è fissato in euro 200 per ogni singolo apparecchio". Inoltre, in vista "della previsione di cui all’articolo 1, comma 569, lett. b) e articolo 1, comma 1098, di cui alla legge 30 dicembre 2018, n. 145, l’introduzione della tessera sanitaria prevista dall’articolo 9-quater, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito. con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lett. a), deve intendersi riferita agli apparecchi che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto".

L'INCREMENTO DEGLI ACCONTI - Crescono anche gli acconti dovuti a titolo di Preu per il sesto bimestre dell’anno 2019. "Per il solo anno 2019, i versamenti dovuti a titolo di primo, secondo e terzo acconto relativi al sesto bimestre, sono maggiorati nella misura del 10 per cento ciascuno; il quarto versamento dovuto a titolo di saldo è ridotto dei versamenti effettuati a titolo di acconto, comprensivi delle dette maggiorazioni".

IL CONTRASTO AL GIOCO ILLEGALE - Il governo punta anche a "contrastare più efficacemente l’esercizio abusivo di giochi e scommesse offerti al pubblico e i fenomeni di disturbo da gioco d’azzardo patologico", inasprendo le pene e conferendo ulteriori compiti, in materia, all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. A tali fini, "all’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 1 le parole “con la reclusione da sei mesi a tre anni” sono sostituite dalle seguenti “con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da venti a cinquanta mila euro.”; b) le parole “Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato” dovunque compaiono sono sostituite dalle seguenti: “Agenzia delle dogane e dei monopoli”; c) è aggiunto il seguente comma: “4 quater). L’Agenzia delle dogane e dei monopoli è tenuta alla realizzazione, in collaborazione con la Guardia di finanza e le altre forze di polizia, di un piano straordinario di controllo e contrasto all’attività illegale di cui ai precedenti commi con l’obiettivo di determinare l’emersione della raccolta di gioco illegale”. 2. All’articolo 110, comma 9, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, dopo la lettera f ter) è aggiunta la seguente lettera: “f quater) Chiunque, sul territorio nazionale, produce, distribuisce o installa o comunque metta a disposizione, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli o associazioni di qualunque specie, apparecchi destinati, anche indirettamente, a qualunque forma di gioco, anche di natura promozionale, non rispondenti alle caratteristiche di cui ai commi 6 e 7 dell’articolo 110 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro per ciascun apparecchio e con la chiusura dell’esercizio da trenta a sessanta giorni".

LA RITENUTA SULLE VINCITE - Il testo prevede infine l'aumento della ritenuta sulle vincite del 10&Lotto. In dettaglio, la ritenuta "sulle vincite del gioco numerico a quota fissa denominato “10&lotto” e dei relativi giochi opzionali e complementari è fissata all’undici per cento a decorrere dal 1° luglio 2019. Resta ferma la ritenuta dell’otto per cento per tutti gli altri giochi numerici a quota fissa".

A queste disposizioni c'è poi da aggiungere l'emendamento numero 3.100 presentato dalle relatrici (Elena Murelli della Lega, relatrice per l'11esima commissione Lavoro e Dalila Nesci del M5S, relatrice per la 12esima commissione Affari sociali) e approvato dalle commissioni, secondo il quale una donazione o una vincita fa perdere il diritto al reddito di cittadinanza.

 

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