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Salute mentale, Pini: 'Garantire cure e assistenza ai giocatori patologici'

  • Scritto da Rf

La commissione Affari sociali alla Camera approva il testo unificato delle risoluzioni sulle iniziative volte a garantire l’effettiva tutela della salute mentale, in particolare sul Gap.

È stato approvato dalla commissione Affari sociali alla Camera, nella giornata di ieri mercoledì 6 novembre, il testo unificato delle risoluzioni sulle iniziative volte a garantire l’effettiva tutela della salute mentale, in particolare sul gioco patologico d'azzardo.

Le deputate Giuditta Pini (Pd), Francesca Troiano (M5S) e Maria Teresa Bellucci (FdI) avevano presentato mercoledì 23 ottobre la proposta di testo unificato sui temi del Gap.
 
La commissione Affari sociali ha approvato il testo che impegna il Governo "ad adottare iniziative volte a supportare le persone affette da problemi di salute mentale al fine di rimuovere qualsiasi forma di discriminazione, stigmatizzazione ed esclusione nei loro confronti, promuovendone l’esercizio attivo dei diritti costituzionali e delle libertà fondamentali, anche mediante campagne nazionali di comunicazione coordinate dal Ministero della salute, nonché, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
 
Ad implementare il Piano nazionale per la salute mentale sulla base delle risultanze del lavoro svolto dal Tavolo di lavoro tecnico sulla salute mentale, istituito presso il ministero della Salute, anche includendo interventi, azioni e strategie finalizzati alla promozione della salute mentale, alla prevenzione e alla diagnosi precoce del disagio e dei disturbi mentali.
 
Ad aggiornare, al fine di garantire l’effettiva tutela della salute mentale quale componente essenziale del diritto alla salute, i livelli essenziali di assistenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, privilegiando percorsi di cura individuali in una prospettiva di presa in carico della persona nel complesso dei suoi bisogni, per una piena inclusione sociale secondo i princìpi della recovery e sulla base di un processo partecipato”.
 
“Secondo l’ultimo Rapporto sulla salute mentale (dati relativi al 2017), pubblicato dal Ministero della salute, - spiega Giuditta Pini del Partito democratico - in Italia (esclusi i dati della provincia autonoma di Bolzano) sono 851.189 le persone con problemi di salute mentale assistite dai servizi specialistici (erano 807.035 nel 2016), di cui 335.794 entrate in contatto per la prima volta durante l’anno con i dipartimenti di salute mentale (di questi, il 91,7 per cento ha avuto un contatto con i servizi per la prima volta nella vita).
 
La più alta concentrazione si ha nella classe di età tra 45 e 54 anni (25,3 percento per gli uomini; 23,5 percento per le donne); queste ultime presentano una percentuale più elevata nella classe superiore ai 75 anni (7,2 percento per gli uomini e 12 percento per le donne).
 
La Società italiana di psichiatria (Sip), durante la Giornata della salute mentale del 10 ottobre 2018, ha evidenziato che già da tempo i giovani – in tutto il mondo, anche se in maniera e con percentuali diverse – sono diventati bersaglio della depressione, con un incremento dei casi del 20 per cento in dieci anni. La Sip evidenzia che, su circa 8 milioni e 200 mila giovani tra i 12 e i 25 anni che vivono oggi in Italia, circa il 10 per cento (secondo dati rilevati dall’Istat) si dichiara insoddisfatto della propria vita, delle relazioni sia con gli amici che con la propria famiglia e anche della propria salute; in ragione della sempre maggiore difficoltà emotiva dei giovani, negli ultimi anni si stanno approfondendo le ricerche sui disturbi legati all’ansia e alla depressione, sui disturbi alimentari (a partire da bulimia e anoressia), sui disturbi pervasivi dello sviluppo, sulle dipendenze da sostanze, da gioco d’azzardo patologico, e su nuove forme di dipendenza tra cui le dipendenze tecnologiche; in questi casi, la prevenzione e la diagnosi precoce sono strumenti che possono, più di tutti, contrastare l’insorgere di malattie psichiche nonché lo sviluppo e la degenerazione, in particolare nelle primissime fasi della vita, quando il soggetto inizia a formare la propria personalità, e durante l’adolescenza, che rappresenta un periodo di particolare fragilità e cambiamento”.
 
Per questi motivi la commissione Affari sociali impegna il Governo “ad adottare le iniziative di competenza per verificare il rispetto della normativa in materia di trattamento sanitario obbligatorio, in modo tale che vi sia uniformità di applicazione di questo istituto nei riguardi delle persone con disturbo mentale.
 
Ad adottare, in collaborazione con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, iniziative per assicurare, nell’ambito della programmazione e dell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali, la risposta ai bisogni di cura, di salute e di integrazione sociale attraverso un approccio multisettoriale e intersettoriale, al fine di favorire l’inclusione nelle attività del territorio, promuovendo l’uso del budget di salute come strumento di integrazione sociosanitaria a sostegno dei progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati nei confronti di coloro che si trovino in condizioni di disabilità fisica o psichica tale da rendere necessari gli interventi sociosanitari integrati previsti all’articolo 3-septies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.
 
A a rafforzare l’azione di coordinamento, monitoraggio e documentazione svolta dal ministero della salute al fine di superare le drammatiche disuguaglianze nell’accesso ai servizi del Dsm e nei processi di cura, prevedendo che esso riferisca periodicamente alle competenti Commissioni parlamentari sullo stato di attuazione delle politiche relative alla salute mentale, evidenziando le linee di tendenza del sistema di cura e le criticità da superare e ampliando il set di specifici indicatori inclusi nei principali strumenti di valutazione del Ssn da calcolare sia su base regionale che di ciascun Dsm.
 
Ad assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a incrementare, sul territorio nazionale, l’attività dei consultori familiari e dei distretti sanitari, potenziandone gli interventi sociali e di sostegno psicologico a favore delle famiglie.
 
A a porre in essere, in coerenza con l’attuale quadro di finanza pubblica, le iniziative di competenza per lo stanziamento di maggiori risorse economiche volte anche all’incremento di personale sanitario specializzato, con particolare riguardo a un’adeguata dotazione di psichiatri, psicologi clinici e psicoterapeuti, oltre a operatori sociali con funzioni educative e riabilitative e a tecnici della riabilitazione psichiatrica, al fine di fare fronte a una situazione di disagio in crescente ascesa e di garantire un effettivo accesso ai servizi sanitari e sociosanitari da parte di chi soffre di disturbi mentali.
 
Ad adottare le iniziative di competenza volte ad assicurare gli interventi di monitoraggio, indirizzo e supporto per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge 30 maggio 2014, n. 81, in raccordo con il Comitato paritetico interistituzionale di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008, con particolare riferimento alla presa in carico delle persone dimesse da parte dei dipartimenti di salute mentale delle regioni di residenza, all’accoglienza e all’assistenza dei soggetti presso le Rems e all’assistenza dei destinatari di misure di sicurezza in condizioni di infermità psichica.
 
Ad assumere iniziative di competenza, in coerenza con l’attuale quadro di finanza pubblica, per lo stanziamento di adeguate risorse volte a promuovere politiche inerenti l’inserimento lavorativo e la reale inclusione sociale e abitativa delle persone affette da disturbi della salute mentale, in quanto elementi fondanti di percorsi tecnico-riabilitativi e di aiuto e sostegno alle famiglie, prestando particolare attenzione alla fase in cui i giovani con disabilità mentale diventano adulti.
 
Ad assumere iniziative di competenza, in coerenza con l’attuale quadro di finanza pubblica, anche attraverso lo stanziamento di adeguate risorse, volte alla formazione e all’aggiornamento del personale sanitario, sociosanitario ed educativo, al fine di metterlo in grado di affrontare le nuove problematiche inerenti la salute mentale, anche alla luce delle nuove conoscenze scientifiche in materia, con particolare attenzione alla depressione, riconosciuta dall’Oms come la prima causa di disabilità a livello globale.
 
Ad assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a definire percorsi di prevenzione, cura e presa in carico specifici ad accesso facilitato secondo i principi di tempestività e di integrazione funzionale tra le diverse équipe, prediligendo interventi meno invasivi per gli adolescenti e i giovani adulti che presentano disturbi psichici o del comportamento o significativi livelli di rischio.
 
Ad adottare iniziative volte a fronteggiare la carenza dei posti letto in regime di acuzie in reparti specializzati di neuropsichiatria infantile per la corretta presa in carico dei minori con disturbi neuropsichici.
 
Ad adottare iniziative volte a garantire la trasparenza per quanto riguarda l’attività del ministero della Salute relativamente alla tutela della salute mentale, anche mediante un maggiore coinvolgimento delle società scientifiche e della comunità delle professioni che si occupano della materia”.

 

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