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Consiglio Valle D'Aosta, l'emendamento sul gioco non passa

  • Scritto da Redazione

Finiti i lavori della seconda commissione del consiglio regionale della Valle D'Aosta: l'emendamento sull'Irap per le sale da gioco non passa.

"Alla luce del lavoro svolto in seconda commissione Affari generali della Regione Valle d'Aosta e finalmente conclusosi nella giornata di ieri, martedì 21 gennaio, anche con l'apporto di nuovi contributi sui quali si è lavorato in queste ultime settimane, i gruppi consiliari Alliance Valdôtaine e Union Valdôtaine ribadiscono con forza la necessità, ormai non più rinviabile, di approvare il bilancio in Aula con una convocazione del Consiglio nei prossimi giorni, tassativamente entro il mese di gennaio".

I gruppi consiliari della Valle D'Aosta "Alliance Valdôtaine" e "Union Valdôtaine" hanno anche fatto riferimento all'emendamento sul gioco
 
Si tratta di una proposta di modifica ai disegni di legge di stabilità regionale, le sue disposizioni collegate e il bilancio di previsione finanziario della Regione per il triennio 2020-2022, da parte del Movimento 5 Stelle.
Questo emendamento però non è passato: tre voti a favore e quattro astenuti.
 
In dettaglio, per quanto riguarda il gioco, i consiglieri del M5S avevano presentato un emendamento "volto a mantenere la previsione di una maggiorazione dell'Irap per le sale da gioco al fine di contenere una situazione di grave pericolosità sociale sul nostro territorio. La maggiorazione era già prevista in legge, ma mai applicata. La maggioranza voleva sopprimerla, noi riteniamo che debba essere mantenuta e applicata".
 
Secondo i gruppi AV e UV "la convocazione del Consiglio regionale non può attendere oltre, per rispetto alla comunità a cui va data una risposta amministrativa concernente tutti i settori. Il lavoro svolto sul bilancio è a nostro avviso il passaggio necessario per poi proseguire con l'unica via percorribile: andare alle elezioni".
 
"L'alternativa al ritorno alle urne, che pare prospettarsi - aggiungono -, sarebbe una maggioranza fin da subito a rischio di essere ostaggio di decisioni dei singoli, senza la necessaria solidità politico-amministrativa e questo non è ciò che vogliamo". E concludono: "È tempo di voltare pagina".

 

 

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