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Fase 2: Regioni e governo accelerano riaperture, non per i giochi

  • Scritto da Ac

Atteso per la serata di oggi, lunedì 11 maggio, il vertice tra governo e Regioni per discutere della riapertura delle attività commerciali: ma i giochi devono attendere.

E' fissata per le 18 di oggi la riunione (in videoconferenza) tra i presidenti delle Regioni e il governo, al quale partecipano il premier Giuseppe Conte e i ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari Regionali Francesco Boccia. Lo scopo della riunione – che è stata convocata dopo l'ultimatum lanciato ieri dai governatori del centrodestra, a cui si è aggiunto anche il democratico Michele Emiliano - è quello di accelerare sulla riapertura delle attività commerciali finora rimaste chiuse. Una ripartenza che potrebbe includere anche i locali di gioco, ancora in attesa di conoscere il proprio destino. Anche se, per questo tipo di attività, non sarà così facile.

La proposta di praticamente tutte le regioni che stanno facendo pressing al governo è quella di dare il via formale alla ripartenza, a partire da lunedì 18 maggio, per bar e ristoranti, negozi di abbigliamento, parrucchieri e centri estetici: per farlo, dovranno essere disponibili entro giovedi di questa settimana i vari protocolli di sicurezza relativi a ogni singolo settore, che verranno elaborati dal comitato tecnico scientifico di concerto con l'Inail.

ATTESA PER I GIOCHI - Stando a quanto apprende GiocoNews.it da fonti istituzionali, tuttavia, non ci saranno le sale da gioco tra le attività che potranno rialzare la saracinesca la prossima settimana, che rimangono fuori dalla lista insieme, per il momento, ai cinema, ai teatri, ai concerti, e alle palestre o piscine: tutte attività per le quali il rischio di assembramento è ancora troppo alto. Rimane tuttavia confermata la linea di una differenziazione territoriale: ovvero la possibilità di modulare le riaperture in maniera diversa fra le regioni più o meno colpite dal contagio, ribadita questa mattina dal Ministro Boccia intervistato da agorà, su Rai3. "Io spero che con la differenziazione territoriale possano riaprire ovunque e poi sarà responsabilità delle singole Regioni avere il quadro dei dati – ha detto il ministro - Se i contagi andranno giù, potranno riaprire anche altre cose. Se i contagi saliranno su, dovranno restringere. E sarà più facile per tutti responsabilità e doveri".
 
POSSIBILI DIFFERENZE - Ma il pressing maggiore arriva dai governatori di centrodestra: come il presidente leghista del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga che, a Circo Massimo su Radio Capital, promette il pugno duro nei confronti dell'esecutivo: "Siamo pronti ad andare in autonomia: se dal governo non c'è risposta, noi dobbiamo ovviamente prendere delle decisioni di carattere autonomo. La leale collaborazione è venuta meno dal governo, non dalle Regioni". E spiega: "La nostra proposta era di ipotizzare da oggi una riapertura del commercio al dettaglio e dal 18 invece le altre attività". Ad una richiesta ufficiale "il governo non ha dato una risposta".
Anche per il governatore del Veneto Luca Zaia non si può andare oltre il 18 maggio per una ripartenza completa: "Questo pomeriggio si parlerà col governo per riaprire tutto il 18", comprese le palestre e le attività turistiche. "Questa è la nostra istanza sulla base del monitoraggio scientifico degli indicatori sanitari che ci sono stati dati - aggiunge - ma non è un libera tutti. Riaprire il 1° giugno sarebbe un'ecatombe, non ce la faremmo ad arrivare". Ma anche il democratico Enrico Rossi, presidente della Toscana, annuncia che nel confronto con il governo si batterà perché la sua Regione "sia trattata come merita e sia riaperto in sicurezza il più largo numero possibile di attività".
Il presidente della Liguria Giovanni Toti, invece, sollecita il rilascio delle linee guida sulle distanze di sicurezza nelle attività economiche, "Mi auguro di averle questa settimana, avremo dei testi da affinare a livello regionale".
 
I (TROPPI) DUBBI DEL COMPARTO - E ad attendere le linee guida specifiche per la propria attività, oltre ai termini di riapertura, sono gli operatori del gioco pubblico, i quali vorrebbero iniziare a ragionare quali misure adottare nei propri locali, quali materiali acquistare e come riorganizzare gli ambienti per tornare a lavorare. 
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