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Ok a proroga stato di emergenza al 15 ottobre, cosa cambia per i giochi

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

Tra gli effetti anche il prolungamento dello smart working e l'adozione di ulteriori misure straordinarie: oggi l'adozione formale in CdM.

Dopo il passaggio parlamentare con l’approvazione della risoluzione di maggioranza di ieri in Senato, il Governo si prepara a varare oggi – mercoledì 29 luglio - in Consiglio dei ministri la proroga oltre il 31 luglio dello stato d’emergenza del rischio sanitario connesso all'infezione da coronavirus dichiarato lo scorso 31 gennaio: con la nuova scadenza fissata al 15 ottobre. Tra gli effetti di questa estensione, oltre alla prosecuzione dello smart working e alla possibilità di bloccare i collegamenti con i Paesi a rischio per la pandemia da Covid-19, anche la conferma dei poteri straordinari assegnati ai cosiddetti soggetti attuatori, presidenti delle Regioni compresi.

È stato lo stesso Giuseppe Conte a illustrare le conseguenze che rendono necessaria la prosecuzione dello stato d’emergenza. Nel suo intervento nell’aula del Senato il premier ha parlato di 38 ordinanze (“di cui quattro al vaglio della Ragioneria”) che, se non fosse confermata l’emergenza, “cesserebbero di avere effetto insieme ai conseguenti provvedimenti attuativi”. La proroga garantisce, invece, il mantenimento delle ordinanze emanate dalla Protezione civile e il potere di coordinamento affidato al capo della struttura Borrelli.

COSA CAMBIA PER I GIOCHI - Tra le misure in questione, figurano anche specifiche prescrizioni comportamentali, che sono risultate decisive per il contenimento del contagio: quelle cioè che interessano da vicino anche i titolari di punti vendita al dettaglio e dei locali di gioco. Ad esempio, il divieto di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, l’obbligo di assicurare il mantenimento della distanza di almeno un metro nelle riunioni e l'obbligo delle altre misure sanitarie, come la mascherina, la disinfezione delle mani o la misurazione della temperatura.

Per quanto riguarda la raccolta delle giocate mediante apparecchi, invece, la situazione torna comunque alla normalità, come segnalato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in una specifica circolare, nella quale “Si evidenzia che non si terrà conto dell’eventuale prolungamento del predetto stato di emergenza, ove non siano poste preclusioni rispetto alle attività di raccolta del gioco pubblico”.

“Benché la proroga dello stato di emergenza non sia – ha tuttavia precisato il premier - condizione di legittimità per estendere temporalmente l’efficacia delle misure adottate per fronteggiare l’emergenza, è tuttavia evidente che, in concreto, i presupposti di carattere sostanziale che giustificano la proroga delle disposizioni contenute nei decreti-legge n. 19 e n. 33 del 2020 si radicano, come ritiene la migliore dottrina costituzionalistica, proprio nella dichiarazione dello stato di emergenza. Rinnovare quelle misure senza prorogare lo stato di emergenza esporrebbe la complessiva azione dell’amministrazione a rilievi in termini di coerenza e razionalità delle scelte adottate”.

La proroga è dunque “una scelta inevitabile”, secondo Conte, “per certi aspetti obbligata, fondata su valutazioni squisitamente tecniche. Per quanto attiene più specificamente ai profili di carattere sanitario, segnalo che il Comitato tecnico scientifico, interpellato dal Ministro della salute in merito all'opportunità di conservare le misure contenitive e precauzionali adottate con la normativa emergenziale, ha reso, in data 24 luglio, un parere che contiene alcune considerazioni, a mio avviso risolutive circa la necessità della proroga dello stato di emergenza”.

Il Comitato ha in effetti rilevato che, sebbene la curva dei contagi, così come l'impatto sul Sistema Sanitario Nazionale, si siano significativamente ridotti rispetto alla fase più acuta dell’infezione, i numeri registrati documentano che il virus continua a circolare nel Paese, dando luogo, in alcune aree regionali, a focolai che, al momento, sono stati prontamente identificati e circoscritti.

MISURE IN FAVORE DELLE IMPRESE - “Con questa decisione perseguiamo l’obiettivo di garantire continuità operativa alle strutture e agli organismi che stanno operando per il graduale ritorno alla normalità e che continuano a svolgere - ai più diversi livelli e nei più vari ambiti - attività di assistenza e sostegno in favore di quanti ancora subiscono gli effetti, diretti e indiretti, di una pandemia che - seppure fortemente ridimensionata nella sua portata - non si è ancora esaurita”, ha spiegato il premier. “Con questa decisione consentiamo di prorogare gli effetti di misure necessarie, la cui efficacia sarebbe compromessa, in caso di cessazione dello stato di emergenza. Con questa decisione, infine, in base al principio di precauzione e in corrispondenza dei criteri che ci hanno sempre guidato sin qui, di adeguatezza e proporzionalità, ci predisponiamo a mantenere un cauto livello di guardia, potendo così intervenire con speditezza, ove mai dovessimo registrare un peggioramento della situazione. Con la proroga dello stato di emergenza continueremo a mantenere in efficienza quel complesso di misure e iniziative organizzative, operative e funzionali che rendono il nostro Paese ben più sicuro, a beneficio dei cittadini italiani e dei turisti che volessero visitarlo. Lo testimonia l’indirizzo che ho voluto imprimere fin dalla conferenza stampa del 18 maggio, nella quale ho lanciato la 'fase 2' “.

“Da quel momento ho sempre trasmesso, insieme ai Ministri, segnali di massima fiducia, anche compiendo scelte risolute, che - con un certo anticipo rispetto ai tempi inizialmente prefigurati - hanno favorito la ripresa della vita sociale e l’avvio in sicurezza delle attività economiche e commerciali”. Insomma, secondo Conte, la decisione di prorogare lo stato di emergenza viene assunta anche per andare incontro alla ripresa economica e delle attività commerciali. “Dobbiamo correre, dobbiamo procedere adesso speditamente”.

 
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