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Crisi di governo, Conte assume deleghe al Mipaaf e chiede la fiducia

  • Scritto da Mr

Tra lunedì e martedì il premier Conte chiederà la fiducia ai due rami del Parlamento, intanto dopo le dimissioni di Bellanova assume l'interim del Mipaaf.

Al netto della rottura dei rapporti nel Governo, la crisi voluta dal leader di italia Viva Matteo Renzi, il premier Conte ha scelto di andare alla conta dei voti in Parlamento.

La Conferenza dei Presidenti di Gruppo, riunitasi nella giornata di giovedì 14 gennaio, ha stabilito che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, informerà l'Aula di Montecitorio sulla situazione politica nella seduta di lunedì 18 gennaio. L'ordine dei lavori prevede l'intervento del premier, il dibattito e la replica dello stesso Presidente del Consiglio. A seguire il voto sulla fiducia al Governo posta su una delle risoluzioni che il numero uno dell'esecutivo presenterà. Il voto avrà luogo per appello nominale.

Stesso ordine dei lavori è previsto martedì 19 gennaio, alle 9,30, in Senato. Renzi in vista del voto ha già ha avuto modo di dichiarare senza mezzi termini che "se il premier non avrà i numeri si farà un altro Governo".
 
Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto con il quale, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla senatrice Teresa Bellanova dalla carica di ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali di particolare interesse per il mondo del gioco; il relativo interim è stato assunto dal premier Conte, da Elena Bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dall’onorevole Ivan Scalfarotto, sottosegretario di Stato.
 
Il capo dello Stato è "alla finestra": per ora ha preso atto della volontà di Conte di promuovere in Parlamento il chiarimento politico attraverso comunicazioni da rendere alle Camere. Per il premier il week-end alle porte sarà prezioso per tessere la tela di una nuova maggioranza.
 
Intanto sul tavolo restano in attesa alcuni provvedimenti da votare importanti anche per il settore del gioco, per il quale è stato confermato lo stop fino al 5 marzo, primo fra tutti il decreto Ristori visto che le attività del comparto sono state schiacciate dalla pandemia. Lo scostamento di bilancio è intanto già approvato.

 

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