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Elezioni Torino, Damilano: 'Ddl gioco, tutelare lavoro nel settore'

  • Scritto da Fm

Il candidato sindaco di Torino del centrodestra, Damilano, dà sostegno al Ddl della Giunta del Piemonte e chiede di tutelare chi ha investito in attività di gioco e creato lavoro.

Fra pochi giorni, il 22 giugno, il disegno di legge della Giunta del Piemonte per eliminare la retroattività della normativa vigente sul gioco approderà nell'aula del consiglio regionale, e cominciano già le prime polemiche politiche a distanza. 

L'occasione, se mai ce ne fosse stato il bisogno, è offerta dalle dichiarazioni rese dal candidato sindaco di Torino del centrodestra, Paolo Damilano, durante un incontro a un banchetto di Forza Italia, a proposito del Ddl.

“A caldo dico che sono contro il gioco d'azzardo perché non mi piace, dopo di che penso che nel momento in cui sono state fatte delle leggi, ci sono stati degli imprenditori che hanno investito, hanno speso e creato posti di lavoro, direi che non è il momento di bloccare delle iniziative di lavoro. Anzi in questo momento bisogna cercare di incentivarle".

 

Dichiarazioni che di certo tengono conto delle  importanti ricadute occupazionali della legge vigente sul gioco, pari a 1.700 addetti persi fra 2016 e 2019 a causa del distanziometro, a cui vanno aggiunti altri 600 per l'incremento di tassazione del settore, secondo quanto riportato dalla Cgia di Mestre in audizione di fronte alle commissioni consiliari piemontesi pochi giorni fa. 
 
Ma non apprezzate dal capogruppo di Liberi uguali verdi al Consiglio del Piemonte, Marco Grimaldi, che in una nota afferma: “In questi giorni di consultazioni la Giunta non si è mai degnata di venire in Commissione per ascoltare gli auditi. Dopo la Caritas Diocesana, la Società utaliana tossicodipendenze e la Fondazione Antiusura, ancora i Serd e la Guardia di finanza hanno ribadito la loro forte preoccupazione sulla cancellazione della legge sul gioco d’azzardo patologico, ma la maggioranza è sorda. Come sui consultori l'assessore Marrone ha commissariato Icardi, ora Ricca a nome della Lega tenta una vendetta sul gioco d'azzardo con una sanatoria sconsiderata e fuori tempo massimo. Gli uomini miti si rivelano ostaggio di una destra reazionaria e spericolata”.
Per poi calcare la mano: “Qualche giorno fa il moderato Cirio ha dovuto coprire il suo assessore Marrone, oggi il moderato Damilano di fatto dà il suo imbarazzato via libera al ritorno delle slot nei tabaccai e alla sanatoria per i centri scommesse che non si sono spostati lontani dai luoghi sensibili.
Le 'colombe' non governano i 'falchi', di fatto sono solo complici. Caro Damilano, le slot ad ogni angolo hanno portato solo miseria. Torino non può essere un casinò a cielo aperto per i più poveri”.
 
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