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Calderone (Ars Sicilia): 'Legge gioco, abrogare il distanziometro'

  • Scritto da Francesca Mancosu

Il deputato Calderone appoggia decisione della Regione Sicilia di resistere all'impugnazione della legge sul gioco e rilancia con Ddl per l'abolizione totale del distanziometro.

“La Regione fa bene a resistere. L'impugnativa non mi pare fondata: sarà la Corte costituzionale a decidere”.

Così il deputato dell'Assemblea regionale siciliana Tommaso Calderone (Forza Italia), commenta a GiocoNews.it la decisione dell'Esecutivo  di resistere in giudizio davanti alla Corte costituzionale all'impugnazione del la legge regionale n. 18 del 21 luglio 2021 “Modifiche all'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24”, che ha disposto l'eliminazione del distanziometro (300 metri per i comuni inferiori ai 50mila abitanti, 500 metri per i comuni oltre 50mila) per le attività già in essere al momento dell'entrata in vigore della legge sul gioco del 2020, da parte del Consiglio dei ministri.

 

Calderone, primo firmatario della legge approvata nell'estate del 2021 quindi sottolinea di non “condividere in toto la parte sul distanziometro presente nella legge originaria (quella varata nell'ottobre 2020, Ndr)”, definendola una normativa “spot, che ammazza le imprese del settore”.
 
Per poi precisare: “Per arginare il Gap il distanziometro non ha senso nell'era del gioco online, dei giochi elettronici, con la possibilità di scommettere da casa, come pure di comprare i gratta e vinci in autostrada. Senza dimenticare che un ludopatico, se c'è un distanziometro di 300 metri, non si fa scrupolo di andare a 303 metri da un luogo sensibile. Questa patologia si cura con altri metodi, preparando il cittadino ad agire bene, focalizzando l'attenzione sugli aspetti sociologici del fenomeno”.
 
Il deputato regionale forzista quindi ricorda di aver presentato all'Ars altri due disegni di legge in materia, entrambi assegnati per l'esame alla sesta commissione, dedicata alla salute e ai servizi sociali e sanitari.
Uno, in particolare, chiede l'abrogazione della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24 'Norme per la prevenzione ed il trattamento del disturbo da gioco d'azzardo' , con l'intenzione di “porre un rimedio tranciante ai disastrosi effetti economico-finanziari determinati dalla sua entrata in vigore” ed evidenziando che “non ha determinato nessun beneficio reale ai fini di arrestare il grave fenomeno della ludopatia”.
 
L'altro invece è volta all'esclusione delle rivendite di generi di monopolio dai divieti distanziali all'offerta di giochi pubblici (con la modifica della legge regionale n. 24, del 21 ottobre 2020). Secondo tale proposta, si legge all'articolo 1, comma 1, “All'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24, dopo il comma 1, sono aggiunti i seguenti commi: 1bis. Non è richiesto il requisito della distanza, di cui al comma 1, nel caso di autorizzazione a un punto di vendita soggetto al rispetto delle distanze, di cui all'art. 2, del decreto ministeriale n. 38, del 21 febbraio 2013, (Regolamento recante disciplina della distribuzione e vendita dei prodotti da fumo) e smi. Per quanto riguarda gli apparecchi per il gioco di cui all'art.110, commi 6 e 7 del Rd 773/1931, l'autorizzazione è concessa a condizione che questi siano collocati nell'area di vendita in posizione sottoposta al controllo visivo del titolare o di chi ne fa le veci, evitando la collocazione degli stessi in aree materialmente separate dall'area di vendita.
1ter. Le rivendite di generi di monopolio si adeguano alla condizione, di cui al comma che precede, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge”.
 
Per Calderone però ci sono poche possibilità che l'iter di questi due disegni di legge giunga a compimento. “Visto che ad ottobre 2022 finirà la legislatura in essere, non credo che ci siano i tempi tecnici per approvarli. Credo che se ne riparlerà nella prossima”.
 
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