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Piemonte, Grimaldi (Luv): 'Tornano slot nei bar, inaccettabile!'

  • Scritto da Daniele Duso

Secondo il consigliere regionale del Piemonte 'il 'Riparti Slot' ha cancellato tutto ciò che di buono si era fatto'.

"Sì alla reinstallazione delle slot machine non solo nelle tabaccherie e nelle sale specializzate, ma anche nei bar. Significherebbe migliaia di apparecchi in più in Piemonte. Inaccettabile!". È quanto dichiara il capogruppo di Liberi Uguali Verdi del consiglio regionale piemontese, Marco Grimaldi, commentando la dichiarazione della direzione territoriale dell’Adm, secondo la quale "l'iscrizione al Ries (un titolo abilitativo per gli esercenti che installano slot, in cui rientrano anche gli esercizi generalisti) è da ricomprendere tra le autorizzazioni che accertano l'esistenza dei presupposti di legge per esercitare una certa attività” e la Regione avrebbe fornito "un'interpretazione molto restrittiva". 

Secondo Grimaldi l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avrebbe interpretato "in modo assai discutibile la nuova normativa sul gioco d’azzardo, già pessima". Un decisione indigeribile, quindi, per il consigliere regionale sempre in prima linea per ridurre gli spazi dedicati al gioco, come ha dimostrato l'estate scorsa, presentando innumerevoli emendamenti in occasione della discussione sul disegno di legge della Giunta piemontese atto a eliminare la retroattività della normativa vigente in materia di gioco.

"Questa legge non può che produrre una moltiplicazione incontrollata degli apparecchi", sentenzia Grimaldi, "oltre alla megasanatoria per le grandi sale slot e scommesse che non hanno rispettato le regole. Il ‘Riparti Slot’ ha cancellato tutto ciò che di buono si era fatto. In questi mesi associazioni, Sindaci ed esponenti della società civile hanno mostrato la loro profonda preoccupazione e non sono stati ascoltati. La nuova legge piemontese presto dovrà comunque tornare in Aula per recepire le osservazioni del Governo: abbiamo subito un’occasione per smantellare questo scempio e tornare alla normativa del 2016, l’unica che tutelava la salute delle persone".

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