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Senato, Donno (Ipf-Cd): 'Covid volàno per infiltrazioni criminali in imprese'

  • Scritto da Redazione

La senatrice Daniela Donno (Ipf-Cd) richiama segnalazioni di prestatori di gioco alla Uif di Bankitalia sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle imprese legali fiaccate dall'emergenza Covid.

“Il Covid ha fiaccato le imprese e la malavita organizzata ne ha approfittato. Tale teorema è stato oggetto di diverse analisi investigative approfondite e resta confermato da dati ancora più recenti: le segnalazioni sospette sono aumentate del 35 per cento nel primo semestre corrente. Le statistiche redatte dall'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia si basano su una norma che impone a un'ampia platea di soggetti, costituita da intermediari bancari e finanziari, da professionisti prestatori di servizio di gioco e altri, di portare a conoscenza con segnalazioni le operazioni per le quali sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa”.

A ricordarlo è la senatrice Daniela Donno, vice presidente del gruppo Insieme per il futuro-Centro democratico, nell'ambito della discussione e approvazione di una serie di mozioni sulla candidatura italiana per la sede dell'Autorità per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, nella seduta dell'assemblea del Senato di ieri, 6 luglio.
 
Il gruppo “ritiene importante e necessario che il Governo si attivi in tutte le sedi europee affinché la sede dell'Amla sia fissata, in Italia come chiede la mozione, anche alla luce del lavoro di contrasto svolto, che negli anni ha visto il nostro Paese costantemente impegnato nella lotta al riciclaggio e alle nuove mafie”. 
 
Nel suo intervento Donno sottolinea: “È noto come la delinquenza organizzata abbia da tempo compiuto un salto di qualità, operando in delicati settori dell'attività economico-produttiva attraverso società e prestanome con interessi prevalentemente concentrati nei settori nei quali si registra un più rilevante flusso di denaro e di risorse economiche, come gli appalti pubblici, in particolare nei settori della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani e nella gestione delle discariche (cosiddetta ecomafia), nonché nelle attività finanziarie e di esercizio del credito e nelle attività del settore turistico e della gestione degli stabilimenti balneari. Vi è una visione imprenditoriale ed affaristica, insomma, dei business criminali, che si riscontra nelle organizzazioni malavitose, sempre più interessate ai settori più dinamici dell'economia. Ciò accade perché c'è fermento, nascono nuove aziende, si esplorano percorsi imprenditoriali innovativi, riuscendo così rapidamente a cambiare pelle e a dirottare i propri investimenti nei settori più produttivi.
Questa è la conferma che l'illegalità si annida laddove c'è povertà, ma anche nei tessuti economici ed imprenditoriali caratterizzati da numerose imprese, talvolta così giovani da arrancare in tempi di pandemia più di quanto non possa capitare ad altre più solide. Il rischio del riciclaggio ha dunque segnato un pericoloso balzo in avanti”.
 
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