Rhodes (Gambling commission) sul gioco: ‘È in evoluzione, e dobbiamo esserlo anche noi’

Il ceo della Gambling Commission britannica in un intervento all’Iagr 2025 analizza i trend del settore: crescita dell’online, IA, criptovalute e nuove sfide regolatorie.
Scritto da Redazione

"Molto di ciò che accade nel mondo, data la maturità del mercato britannico, tende ad accadere prima con noi, e segue ovunque."

Lo ha detto Andrew Rhodes, Ceo della Gambling Commission britannica, qualche giorno fa nel suo intervento alla conferenza dell'International association of gaming regulators. Rhodes, ha offerto una panoramica dettagliata sullo stato e sulle prospettive del mercato britannico del gioco pubblico, raccontando di un mercato da 15,6 miliardi di sterline, trainato dall’online.

"Secondo i dati più recenti del Gambling Survey for Great Britain, la partecipazione al gioco nel Regno Unito è stabile al 48 percento della popolazione adulta. Il mercato complessivo è valutato a 15,6 miliardi di sterline, di cui 11,5 miliardi di sterline escludendo le lotterie. Il gioco a distanza, quasi interamente online, rappresenta il 60 percento del mercato (6,9 miliardi di sterline), con una crescita del 7 percento nell’anno fiscale 2023/2024 e del 63 percento rispetto al 2015/2016. Le slot online dominano il segmento remoto, con un valore di 4,4 miliardi di sterline".

DIGITALIZZAZIONE E AI – Rhodes ha sottolineato come la diffusione di internet (95 percento delle famiglie) e l’uso intensivo degli smartphone (75 percento del tempo online) abbiano accelerato la digitalizzazione del settore. In questo contesto, l’intelligenza artificiale generativa sta assumendo un ruolo crescente: "Negli ultimi 12 mesi abbiamo visto gli operatori utilizzare l’IA per migliorare la coerenza delle interazioni con i clienti", ha spiegato. L’obiettivo è garantire un approccio più uniforme e affidabile nelle pratiche di gioco responsabile. Un altro tema centrale è stato quello dell’iper-personalizzazione dei contenuti, che se da un lato aumenta l’engagement, dall’altro può intensificare comportamenti problematici. "Dobbiamo bilanciare il valore dell’offerta personalizzata con il rischio di una pressione eccessiva sui giocatori", ha avvertito Rhodes.

LOTTERIE BENEFICHE E PREMI – Rhodes ha evidenziato anche la crescita delle “society lotteries”, che destinano il 20 percento dei ricavi a buone cause e che ora generano oltre 1 miliardo di sterline. In aumento anche le estrazioni a premi di grande scala, che pur non essendo regolamentate, stanno raggiungendo livelli di partecipazione simili alle scommesse.

INTEGRITÀ, CRIMINALITÀ E TASSAZIONE – Negli ultimi due anni, la Gambling Commission ha registrato un aumento del 300 percento nei casi penali legati al gioco, segno di una crescente attenzione all’integrità del settore. Rhodes ha inoltre posto l’accento sul tema della tassazione, oggi al centro del dibattito pubblico e politico nel Regno Unito: “Un anno fa non se ne parlava, oggi è una delle questioni più discusse”. Per affrontare questi cambiamenti, la Commissione ha avviato un programma di valutazione degli effetti delle riforme introdotte dal Libro Bianco sulla revisione della legge sul gioco d’azzardo. “Il cambiamento raramente avviene in modo isolato, ed è fondamentale capire l’impatto reale di ogni misura”, ha continuato Rhodes.

Tre anni e mezzo fa la Commissione ha creato un team dedicato per contrastare l’offerta non autorizzata, con l’obiettivo di “interrompere il traffico a monte” e “rendere i siti illegali più difficili da trovare e da gestire”. Rhodes ha spiegato che solo nell’ultimo anno sono stati segnalati ai motori di ricerca circa 200 000 URL, di cui quasi la metà rimossa. La collaborazione con i provider e i social network – in particolare per la rimozione di lotterie illegali – si è rivelata “enormemente efficace”.

Sul tema dell’equità, il dirigente ha richiamato l’attenzione sulle criticità legate ai prelievi e alle restrizioni sugli account. Tra giugno e settembre 2024 sono stati registrati 44,2 milioni di prelievi, di cui il 96,3 percento completati automaticamente. "Ci interessa davvero quello 0,1 percento che impiega più di 48 ore perché lì si concentrano i disagi dei consumatori". E riguardo agli account limitati, il 4,31 percento di quelli attivi è stato soggetto a restrizioni: "Si tratta perlopiù di clienti non redditizi per gli operatori”, ha osservato Rhodes, sottolineando però che alcuni di essi “potrebbero rivolgersi al mercato illegale per poter giocare nel modo che desiderano".

PROGETTO ROCD E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE – Una parte importante del suo intervento è stata dedicata all’uso dei dati in tempo reale attraverso il progetto Rocd (Regular Feed of Operator Core Data). Questo sistema consente alla Commissione di monitorare i comportamenti di gioco "quasi in tempo reale", con l’obiettivo di individuare i gruppi più a rischio: "I dati mostrano che i giovani sotto i 25 anni sono i meno propensi a fissare limiti di deposito e i più esposti al rischio finanziario". Rhodes ha anche presentato i risultati del progetto pilota sulle valutazioni del rischio finanziario, realizzato in collaborazione con agenzie di credito. Secondo i dati, "i consumatori che spendono di più nel gioco d’azzardo hanno da due a cinque volte più probabilità di avere piani di gestione del debito o default negli ultimi 12 mesi".

In chiusura, il capo della Gambling Commission ha ribadito l’importanza della cooperazione internazionale tra regolatori: "Abbiamo tutti obiettivi simili: mantenere il gioco d’azzardo sicuro, equo e libero dal crimine. Ma commetteremmo un errore critico se credessimo di poterli raggiungere da soli". Secondo Rhodes, solo condividendo dati, esperienze e strategie comuni "si potrà costruire un sistema globale di regolazione efficace e sostenibile".