Riforma fiscale e gioco: alle Camere il nuovo Testo unico sui redditi

Scritto da Daniele Duso
Riforma fiscale: l’Atto del Governo presentato alle Camera dà il via all’esame parlamentare. Nel decreto sono comprese la tassazione delle vincite e il regime agevolato per i lavoratori delle case da gioco.

La Riforma fiscale vede l’inizio dell’iter parlamentare. L’atto del Governo n. 398, con lo schema di decreto legislativo che introduce il nuovo Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi è stato trasmesso alla Camera. Il provvedimento, annunciato in Aula il 14 aprile, rappresenta uno dei pilastri del riordino tributario previsto dalla legge delega del 2023.

Il testo è stato assegnato alle commissioni Finanze e Bilancio e Tesoro della Camera. Entrambe sono chiamate a esprimere il proprio parere entro il 14 maggio 2026.

All’interno del nuovo schema trovano spazio anche norme che riguardano direttamente il settore del gioco pubblico, confermando la rilevanza del comparto nel sistema tributario nazionale. Il decreto ribadisce infatti la qualificazione delle vincite come “redditi diversi” e interviene sul trattamento fiscale delle case da gioco e dei loro lavoratori.
Il provvedimento, dopo il passaggio nelle commissioni, tornerà al Governo per l’eventuale recepimento delle osservazioni.

VINCITE E GIOCHI, IL DECRETO CONFERMA LA QUALIFICAZIONE TRA I “REDDITI DIVERSI”
Il nuovo Testo unico conferma che le vincite da giochi, lotterie, concorsi a premio e scommesse rientrano tra i cosiddetti “redditi diversi”. Si tratta di proventi che non derivano da un’attività lavorativa o imprenditoriale, ma che assumono comunque rilevanza fiscale.

Tali vincite concorrono a formare il reddito “per l’intero importo percepito, senza possibilità di deduzioni”. Una regola generale che mantiene la struttura attuale del sistema.

Tuttavia, il provvedimento conferma anche una deroga fondamentale per il comparto dei casinò. Così le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate, situate in Italia o in altri Paesi dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, non saranno imponibili ai fini Irpef. Questa previsione, già consolidata nella prassi, distingue nettamente il regime fiscale delle case da gioco rispetto ad altre forme di offerta. La ratio è evitare una doppia imposizione, dato che i casinò sono già soggetti a imposte specifiche sul volume di gioco.

Il decreto, quindi, non rivoluziona il sistema, ma lo rende più organico, inserendo in un unico testo norme che finora erano distribuite in provvedimenti diversi.

CASINÒ E TASSAZIONE DELLE MANCE
Un altro punto rilevante riguarda il trattamento fiscale dei lavoratori delle case da gioco, in particolare i croupier e gli impiegati tecnici. Il nuovo Testo unico conferma il regime agevolato sulle mance: solo il 25 percento delle somme percepite concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

La restante parte resta esclusa da imposizione, riconoscendo la natura particolare di questa componente retributiva, tipica dell’attività nei casinò.

Nel complesso, il provvedimento non introduce cambiamenti radicali per il gioco pubblico, ma consolida e ordina norme già esistenti. L’obiettivo è fornire un quadro più chiaro agli operatori, ai lavoratori e all’amministrazione finanziaria.