Riordino gioco, Sapar: ‘Tutelare la rete dei gestori’
L’associazione Sapar riporta l’attenzione sul riordino del gioco fisico chiedendo norme che tutelino i gestori di apparecchi sul territorio, presidio di legalità.
Nel riordino sembra “non esserci spazio per le imprese italiane di gestione. Una gravissima mancanza che potrebbe far scomparire la figura del gestore, vera e propria prima linea di contrasto all’illegalità, di tutela della salute pubblica e delle risorse erariali. Insomma un clamoroso autogol da parte del Mef, che mette a rischio proprio le basi su cui si fonda, secondo il ministro Leo, il riordino.”
È quanto si legge sul sito dell’associazione Sapar a commento dell’intervento del viceministro all’Economia e alle finanze, Maurizio Leo, nella giornata di apertura degli Stati generali dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, sui contorni del riordino del gioco fisico.
Nella discussione per Sapar mancano degli aspetti assolutamente fondamentali che riguardando il riconoscimento del ruolo delle aziende di gestione apparecchi, la necessità di rilancio immediato dell’offerta di gioco fisico e il rischio della consegna del mercato a poche grandi aziende concessionarie con conseguenze negative in termini di investimenti sull’innovazione e tutela del giocatore.
TUTELARE LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE
Come sostiene da sempre, per Sapar la figura del gestore è stata protagonista negli ultimi vent’anni anni garantendo gettito erariale e tutela della legalità.
Ma oggi, rimarca, “tale ruolo è messo seriamente in discussione” dai progetti sul riordino del gioco fisico. Dalle bozze di bando di cui si è parlato finora infatti non sembra garantita la tenuta delle piccole e medie imprese italiane di gestione apparecchi.
Anzi, sottolinea l’associazione, “il rischio più che concreto è la nascita di un oligopolio” con un passaggio dagli 8 concessionari attuali a 2-3 attraverso operazioni di concentrazione o simili.
VALORIZZARE IL GIOCO CON APPARECCHI
Sapar poi riporta al centro del dibattito un punto poco trattato.
Il settore del gioco fisico a mezzo apparecchi a causa di molteplici fattori è stato utilizzato per drenare risorse essendo anche interessato da una regolamentazione che non lo ha adeguatamente valorizzato per esempio rilanciando il prodotto, pur avendo garantito comunque circa 50 miliardi all’Erario negli ultimi 10 anni.
Sapar, insieme con molti altri rappresentanti della filiera del gioco pubblico, alla fine di febbraio ha formalizzato una richiesta di incontro alla quale attende fiduciosa un riscontro.
NON INDEBOLIRE LA RETE TERRITORIALE
Poi, nelle scorse settimane ha inviato il proprio contributo agli Stati generali di Adm evidenziando la necessità di riportare al centro del dibattito pubblico il ruolo del gioco legale.
Quello di baluardo dello Stato contro illegalità, evasione e assenza di tutele.
Un ruolo frutto dell’impegno costante e quotidiano della filiera del gioco pubblico, insieme ad Adm, alle istituzioni e alle forze dell’ordine.
Un lavoro che ha consentito di costruire una rete capillare di legalità presente su tutto il territorio nazionale. Che rischia di essere indebolita se non si tutelano adeguatamente i gestori di apparecchi, i quali svolgono funzioni di controllo, garantiscono ambienti controllati e conformi alle normative.
I gestori, inoltre, hanno investito in formazione, sicurezza e rispetto delle regole, contribuendo concretamente a mantenere il sistema del gioco pubblico sicuro, trasparente e sostenibile.
Per Sapar, quindi, è fondamentale che il confronto sul futuro del comparto parta da un principio non negoziabile: difendere il gioco legale significa difendere la legalità.