Scommesse ippiche marzo 2026: l’effetto Capannelle pesa sui numeri

Scritto da Daniele Duso
Le scommesse ippiche sono a marzo sono in crescita nonostante l’assenza di Capannelle. Il mese si chiude a +7,27% e il trimestre supera i 178 milioni di euro.

Le scommesse ippiche di marzo 2026 mostrano un quadro influenzato da variabili strutturali. L’assenza dell’ippodromo di Capannelle è decisiva. Un anno fa era operativo per tutto il mese. La mancanza della principale piazza romana, storicamente leader nella raccolta soprattutto al galoppo, modifica in modo significativo la distribuzione del gioco sul territorio.

Le giornate recuperate non hanno compensato del tutto il peso specifico di Roma, perché “gli ippodromi nella percezione del pubblico non sono tutti uguali” e una parte degli scommettitori ha mostrato minore propensione al gioco. Nonostante questo scenario, i numeri sono positivi. La quota fissa raggiunge 51,7 milioni di euro, con un incremento del 9,27 percento sul 2025 e del 4,06 percento sul 2024. Il totalizzatore cresce del 10,6 percento sul 2025, pur segnando un meno 4,92 percento rispetto al 2024. L’analisi deve però considerare il calo dell’ippica nazionale (meno 12,24 percento e meno 13,71 percento), dato che i due totalizzatori vanno letti insieme.

Nel complesso, marzo chiude con 63,29 milioni raccolti, contro i 59 milioni del 2025 e i 62,4 del 2024. Il prelievo cala del 2,27 percento sul 2025 e del 27,12 percento sul 2024, anche per effetto di un payout più favorevole agli scommettitori.

IL TRIMESTRE 2026 SUPERA I 178 MILIONI
Guardando ai primi tre mesi del 2026, il quadro diventa ancora più chiaro. La quota fissa mantiene un incremento superiore al 20 percento, raggiungendo 145 milioni contro i 122 del 2025 e i 135 del 2024 (+9,52 percento). Il totalizzatore d’agenzia arriva a quasi 19 milioni, con un +6,65 percento sul 2025 e un +10 percento sul 2024. L’ippica nazionale, invece, si ferma a 14 milioni, segnando un calo del 14,62 percento e del 17,65 percento.

Nel complesso, il trimestre totalizza 178 milioni di euro, contro i 155 del 2025 e i 170 del 2024, con incrementi del 14,62 percento e del 5,10 percento. Un risultato positivo, nonostante la presenza di troppe corse con scarso appeal per le scommesse, soprattutto al trotto.

Il prelievo registra un calo dello 0,73 percento sul 2025 e del 27,45 percento sul 2024. La diminuzione è legata a un payout più alto per gli scommettitori della quota fissa: “lo scommettitore che incassa poi rigioca e rimane un cliente fedele”, ricordano gli analisti. Il calo è inoltre compensato dal provvedimento sull’extra prelievo delle virtuali, pensato per accompagnare la riforma delle aliquote ippiche. Una misura che non avrebbe trovato applicazione senza questa finalità.

L’ASSENZA DI ROMA E TARANTO CAMBIA GLI EQUILIBRI
Sul fronte degli ippodromi, la situazione resta eterogenea. Ci sono strutture che mantengono un pubblico solido e altre che faticano a generare interesse. L’emergenza di calendario dovuta ai forfait di Roma e Taranto ha prodotto una distribuzione anomala delle corse nei giorni della settimana, influenzando ulteriormente la raccolta. Capannelle, in particolare, era un punto di riferimento per Tqq, II Tris e Trio, le tipologie che generano la maggior parte della raccolta nei totalizzatori. La sua assenza ha inevitabilmente ridotto la capacità del sistema di mantenere i volumi abituali.

La redistribuzione del gioco sulle altre piazze non è stata immediata, ma il sistema ha retto grazie alla stabilità della quota fissa e alla crescita del totalizzatore d’agenzia. Il futuro dipenderà dalla capacità di rendere più attrattive le corse, soprattutto al trotto, e dalla possibilità di riportare in calendario piazze strategiche come Roma. La fotografia di marzo e del primo trimestre conferma un settore vivo, che continua a muovere numeri importanti nonostante criticità strutturali e un calendario ancora instabile.

Crediti fotografici ©sito web Grande ippica italiana