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Ughi (Obiettivo 2016): 'Legge di Stabilità, così non risolve il contenzioso'

  • Scritto da Ac

Il leader di Obiettivo 2016, Maurizio Ughi, torna a criticare la Legge di Stabilità che non risovlerebbe il contenzioso.

 

"Se la Legge di Stabilità per il 2016 dovesse essere emanata così come approdata oggi in parlamento non sarebbe in nessun modo in linea con le esigenze del mercato e neppure con quelle dello Stato, poiché non andrebbe a risolvere i contenziosi in corso alimentando, invece, nuovi conflitti". Ne è convinto Maurizio Ughi, presidente di Obiettivo 2016, che torna a criticare la manovra economica nei vari contenuti relativi ai giochi.


LE CONCESSIONI - "Credo innanzitutto che la durata di nove anni per le concessioni del betting, viste le condizioni, sia improponibile. Anche se questo tema non è emerso, lo trovo al contrario centrale per chi opera in questo mercato. Anche se per un concessionario è evidentemente utile avere una durata ampia del rapporto concessorio, che vale come garanzia per investitori e finanziatori, il problema è che lo Stato ha dimostrato di essere schizofrenico rispetto ai giochi e in un periodo di nove anni figurarsi quante volte saranno mutate le condizioni del contesto. Rendendo magari più difficile operare, come abbiamo imparato negli anni prevcedenti. Sarebbe quindi un titolo buono sulla carta, ma non in concreto. Per questo la mia idea è sempre stata quella di puntare a una concessione annuale, da rilasciare solo ai soggetti iscritti all'albo, con pagamento a forfait che vincola i concessionari per 12 mesi. In questo modo avrebbero maggiore tutela sia gli operatori che lo Stato".
ANOMALIA SULLE SLOT - Gli altri punti critici individuati dal leader di Obiettivo 2016 sono quelli - ben noti - che riguardano gli apparecchi da intrattenimento: "Assurdo - dice - che lo stato imponga un anno una tassa di 500 milioni per non aumentare il prelievo e quello successivo aumenti il prelievo senza abrogare la precedente imposta". Inoltre torna a ritenere "necessario" un intervento sugli enti locali, "con una norma di raccordo, una previsione unica che tenga conto di tutti gli aspetti, dei comuni, delle regioni e del mercato".
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